Limoni vulcaniciIl limoncello si prende l’aperitivo

Villa Massa punta sullo Spritz per uscire dalla comfort zone del fine pasto. Al centro restano i limoni Igp di Sorrento, una ricetta di famiglia datata 1890 e una categoria produttiva molto più rigorosa di quanto sembri

Per anni il limoncello è stato raccontato come il rito conclusivo della tavola italiana. Freddissimo, servito dal freezer, spesso relegato al ruolo di digestivo turistico. Oggi però qualcosa sta cambiando e Villa Massa, uno dei marchi simbolo della categoria, sta cercando di spostare il baricentro del consumo verso l’aperitivo, usando come cavallo di battaglia il Villa Massa Spritz. Una formula già conosciuta – quella dello Spritz al limoncello – e che ha letteralmente conquistato gli stranieri. Ora viene riproposta da un prodotto di qualità e masterizzata perché possa diventare un successo di consumo e quindi anche commerciale.

La ricetta è semplice e costruita per essere immediata: 30 ml di limoncello, 90 ml di Prosecco, 30 ml di soda, 10 ml di succo di limone che accentua la nota citrica e dona freschezza. Il drink si compone su ghiaccio cubo, possibilmente di medio-grande dimensione così da poterlo raffreddare correttamente senza che si annacqui. A guarnire, una fettina di limone che richiamo il succo e un paio di foglie di basilico fresco. Un impianto che richiama lo Spritz classico ma sostituisce la componente amaricante con una nota agrumata più morbida e mediterranea, con l’aperitivo che diventa il primo territorio strategico di sviluppo, accanto al consumo tradizionale da fine pasto.

Dietro questa operazione c’è però anche un tentativo più profondo: riportare il limoncello dentro la contemporaneità del bere miscelato senza snaturarne l’identità. Per farlo, Villa Massa punta su tre elementi: la storia, il metodo produttivo e soprattutto il limone. L’azienda nasce dalla ricetta di famiglia dei fratelli Massa, trasformata in prodotto commerciale nel 1991 ma risalente alla fine dell’Ottocento. La lavorazione è rimasta sostanzialmente invariata e parte dalla macerazione a freddo delle scorze in alcol e successiva aggiunta di acqua e zucchero, nessun aroma artificiale e nessun colorante.

Il vero nodo, però, è la materia prima. Villa Massa utilizza esclusivamente limoni Igp di Sorrento, caratterizzati da una buccia ricca di oli essenziali. Sono questi “limoni vulcanici” a dare un’espressione forte, che lega il prodotto al terreno vesuviano, al sole costante e al microclima della penisola sorrentina. Al di là del marketing territoriale, questo è un modo per tradurre in immagine sensoriale ciò che il consumatore percepisce nel bicchiere: profumi intensi, colore leggermente verdognolo, maggiore morbidezza. Anche la denominazione conta più di quanto sembri. “Liquore di Limoni di Sorrento” non equivale genericamente a “liquore al limone”. Per rientrare nella categoria servono almeno 30 gradi alcolici, 200 grammi di zucchero per litro e soprattutto 250 grammi di limoni Igp di Sorrento per litro, utilizzati al cento per cento. Molti competitor possono invece limitarsi a dichiarare l’impiego di limoni italiani o di una quota minima di Igp. Una differenza che il consumatore raramente conosce ma che incide direttamente sul profilo aromatico e sul costo finale del prodotto.

In fondo, il punto centrale è proprio questo: trasformare il limoncello da souvenir identitario a ingrediente gastronomico contemporaneo. Villa Massa sembra aver capito che il futuro della categoria passa meno dalla nostalgia e più dalla capacità di presidiare nuovi momenti di consumo senza perdere autenticità. Lo Spritz al limoncello, in questo senso, è il tentativo di riscrivere il ruolo culturale del limoncello italiano.

Courtesy immagine in evidenza Sarah Elizabeth

VILLA MASSA Limoncello

X