ZoomafiaIn Italia la violenza sugli animali è anche un problema criminale

Il nuovo report della Lega anti vivisezione descrive un sistema criminale radicato, che non vive solo nell’illegalità di strada ma si organizza anche attraverso social network, scommesse clandestine, traffici di cuccioli e corse abusive

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«Giù al mio rione ci sono ragazzi che fanno combattere i pitbull con altri cani, e io a volte rimango a guardare», racconta un tredicenne. «Io stesso ne ho alcuni e li alleno usando i copertoni delle auto», aggiunge un coetaneo. Un ragazzino di dodici anni scrive: «Ho visto il mio cane lottare contro un altro pitbull. Non credo di avergli fatto del male, ho solo assistito. Non so se i combattimenti siano una forma di maltrattamento: a me sembra che ai cani piaccia battersi». Gli fa eco un compagno di scuola: «Ho visto molti combattimenti. Con gli altri abbiamo catturato dei gatti e, una volta, persino un coniglio da dare in pasto ai pitbull. Lo so che è sbagliato, ma ci siamo divertiti». E ancora: «Siamo stati io e i miei amici a maltrattarli: prendevamo gatti o cani randagi per addestrare i pitbull. Di lotte ne ho viste tante: mi piace guardare e fare il tifo». Speriamo che qualcuno se la cavi, perché quelle parole poi diventano numeri: numeri che finiscono nelle statistiche. E così ci ritroviamo con ogni giorno, in Italia, 21 procedimenti penali aperti e 15 indagati registrati per reati contro gli animali. Ogni 36 ore viene aperta un’indagine per maltrattamenti, più della metà delle quali contro ignoti.

È il quadro tracciato dal 27° Rapporto Zoomafia della Lega Anti Vivisezione (Lav), presentato a Roma presso Europa Experience – David Sassoli e patrocinato dalla Fondazione Antonino Caponnetto. Il dossier, curato da Ciro Troiano, analizza lo sfruttamento degli animali da parte della criminalità organizzata. Pochi giorni prima, la Lav ha depositato una petizione con circa 29.000 firme per una legge contro le corse clandestine di cavalli, considerate una forma di controllo criminale del territorio. Solo nell’ultimo anno si registrano 17 interventi delle forze dell’ordine, con 70 persone denunciate e il sequestro di 29 cavalli e un pony. Nel lungo periodo si contano oltre 4.324 persone denunciate e più di 1.430 cavalli sottratti ai circuiti illegali. Un fenomeno che ha il suo epicentro in Sicilia, ma si estende a Lazio e Abruzzo.

I social network, da TikTok a Telegram, sono ormai parte della struttura operativa: vetrine, canali di scommessa e reclutamento. I dati indicano una media di 21 procedimenti penali al giorno per reati contro gli animali: segnale di una continuità criminale più che di episodi isolati.

Tra il 1998 e il 2025 si registrano 1.373 cani e 120 galli da combattimento sequestrati, 570 persone denunciate e 17 arresti, con almeno quattro combattimenti interrotti in flagranza. Le corse clandestine portano, nello stesso arco di tempo, a 4.353 denunce e 1.481 cavalli sequestrati. Rilevante anche il traffico di cuccioli: nel 2025 almeno 120 cani sequestrati, con 14 denunce e 7 arresti. Tra il 2010 e il 2025 si arriva a 7.681 cani e 93 gatti sequestrati, per un valore stimato di 6,1 milioni di euro. Sul piano istituzionale, 131 Procure su 169 hanno risposto, pari al 78 per cento, mentre il restante 22 per cento non ha fornito dati o ha negato la diffusione.

Resta centrale il nodo della deterrenza: sanzioni ritenute deboli e poco efficaci. Emblematico, in questo senso, il caso di un soggetto già noto alle autorità che, nell’arco di tre anni, fu denunciato tre volte per episodi di maltrattamento legati a combattimenti tra cani e ottenne, in ciascun caso, l’oblazione, proseguendo di fatto la propria attività senza conseguenze concrete e senza ripercussioni sul casellario giudiziale.

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