Camillo di Christian RoccaRep. in the Usa

New York. Dopo un lungo dibattito interno, e malgrado la dolorosa riduzione delle pagine e gli annunciati tagli redazionali imposti dalla crisi del mercato editoriale, La Repubblica ha deciso di sostituire il suo corrispondente da New York Mario Calabresi, passato a dirigere La Stampa quasi due mesi fa, con due giornalisti, anziché uno solo.

New York. Dopo un lungo dibattito interno, e malgrado la dolorosa riduzione delle pagine e gli annunciati tagli redazionali imposti dalla crisi del mercato editoriale, La Repubblica ha deciso di sostituire il suo corrispondente da New York Mario Calabresi, passato a dirigere La Stampa quasi due mesi fa, con due giornalisti, anziché uno solo. Il nuovo capo dell’ufficio a un passo da Times Square, sarà Federico Rampini, l’inviato globale del gruppo, già corrispondente da San Francisco e Pechino, esperto di America, Cina e India e, soprattutto, fedelissimo dell’Ingegner Carlo Debenedetti.
La scelta del direttore Ezio Mauro era Angelo Aquaro, il caporedattore centrale, grande appassionato di alternative rock, ma con poca esperienza da inviato. Il tira e molla tra proprietà e direzione è stato risolto serenamente con la nomina di entrambi. I due nuovi corrispondenti si aggiungono ad altri quattro giornalisti (Arturo Zampaglione, Alberto Flores d’Arcais, Antonio Monda, Silvia Bizio) che, a titolo diverso scrivono dagli Stati Uniti e, messi assieme, fanno di Repubblica la portaerei dell’informazione italiana in America. E poi c’è Vittorio Zucconi, a Washington.
In redazione, a Roma, si prevedono già scintille tra i due big del folto gruppo dei sette republicones d’America. Rampini e Zucconi non solo non si amano, ma sarà difficile contenerli. Chi scriverà il commento o l’articolo principale del giorno, Rampini o Zucconi? Finora Zucconi è stata la star indiscussa, l’unico titolato a scrivere gli editoriali, mentre gli altri si smazzavano il duro lavoro da cronisti. Ora dovrà vedersela sul suo stesso piano con Rampini e per risolvere la questione si prevede già una profusione di doppi strilli di prima pagina perfettamente affiancati e di doppi articoli misurati al centimetro, per non ferire la sensibilità dell’uno e dell’altro.
Il primo test arriverà presto, in occasione della visita in Italia di Barack Obama per il G8. La Casa Bianca garantisce un’intervista ai giornali stranieri che viaggiano (a peso d’oro) con l’Air Press One, un paio di giorni prima della visita del presidente nel paese dove è edita la testata. Si fa a turno. Quando il presidente viene in Italia, una volta spetta al Corriere, una al Sole, una alla Stampa e una a Repubblica. Questa volta tocca proprio a Repubblica. In passato a intervistare Bush sono andati prima Flores, poi Calabresi, anche perché Zucconi ha rapporti complicati con la burocrazia della Casa Bianca.
Questa volta però c’è Obama e Zucconi non può permettersi che i lettori, ignari del meccanismo di rotazione, pensino che Rampini lo abbia subito sorpassato con un gran colpo di questo tipo. Per risolvere la prima mini crisi, Repubblica ha fatto un’inedita richiesta di intervista a sei mani: Rampini, Zucconi e il direttore Mauro. Ma chissà se la Casa Bianca dirà di sì. (chr.ro)

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