Camillo di Christian RoccaTeste

Oggi il Grand. Uff. Vittorio Zucconi, detto Zuccav, scrive una pagina da tregenda sulle torture di Bush. A un certo punto scrive di "teste ripetutamente pestate contro il muro, ma avvolte in asciugamani per non lasciare tracce". E commenta: è roba che facevano i nazisti. Peccato che Zuccav si sia inventato quasi tutto.

Oggi il Grand. Uff. Vittorio Zucconi, detto Zuccav, scrive una pagina da tregenda sulle torture di Bush. A un certo punto scrive di "teste ripetutamente pestate contro il muro, ma avvolte in asciugamani per non lasciare tracce". E commenta: è roba che facevano i nazisti. Peccato che Zuccav si sia inventato quasi tutto. I muri contro cui facevano sbattere le teste erano "flessibili", vale a dire che le teste non sbattevano, perché i muri erano finti e sii piegavano. E l’asciugamano non era messo per non lasciare tracce (che non ci sarebbero potute essere) ma per evitare al detenuto il colpo della strega. Visto che ci siamo, e parlo dell’unica vera tecnica ai confini con la tortura, non è vero che il waterboarding è stato fatto 83 volte in 5 giorni su un particolare detenuto, ma gli è stata versata l’acqua in faccia 83 volte in 5 giorni. Zuccav non lo dice ma il waterboarding è stai usato solo su tre detenuti e mai dopo il 2003. Intanto, per la cronaca, la task force istituita da Obama per definire le tecniche di interrogatorio antiterrorismo ha chiesto al presidente piú tempo e ha suggerito di adottare anche altre tecniche, diverse da quelle previste dall’army fiele manual. Vedrete che, waterboarding a parte, non saranno molto diverse da quelle del passato.

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