TeardropDe Magistris – De Luca: un bel derby campano

Gli appassionati di politica vera, quella fatta di competizione tra le proposte migliori, dovrebbero iniziare a seguire le cronaca della Campania. Al Sud sta prendendo forma un derby interessante t...

Gli appassionati di politica vera, quella fatta di competizione tra le proposte migliori, dovrebbero iniziare a seguire le cronaca della Campania. Al Sud sta prendendo forma un derby interessante tra Luigi De Magistris, rappresentante dell’Idv e sindaco di Napoli, e Vincenzo De Luca, rappresentante del Pd e sindaco di Salerno.

De Magistris deve emanciparsi dalla rete che gli ha garantito, in parte, la vittoria alle urne e dimostrare che i record ottenuti su twitter (l’ex magistrato era uno degli eurodeputati con il maggior numero di followers, ndr.) non possono essere l’unico risultato di un percorso politico che di fatto è appena iniziato. Il politico ha lasciato la magistratura nel 2009. Internet non può e non deve sopperire l’esperienza non fatta. Fino a quando la monnezza sarà una parte dell’arredo urbano di Napoli a nessun cittadino, convivente suo malgrado dei rifiuti, importerà del profilo facebook della città che il sindaco ha voluto per alleggerire la comunicazione istituzionale. I pesi da togliere sono altri.

Il passaggio dall’on all’off-line di De Magistis non sarà semplice e immediato. A pochi km da Napoli, a Salerno per la precisione, governa Vincenzo De Luca che non deve affrontare nessuna emergenza rifiuti. Il buon lavoro silenzioso della giunta di Salerno ha migliorato le performance web di De Luca che utilizza la sua pagina facebook per confrontarsi con i cittadini che si chiedono perché nella stessa regione ci siano delle città che devono affrontare l’emergenza rifiuti ed altre che hanno saputo trasformare la monnezza in opportunità.

Il derby De Magistris- De Luca aiuta la politica, locale e nazionale, ed è l’occasione per iniziare a capire la nuova pelle della rete. Il sistema lineare internet-realtà inizia a curvarsi fino a diventare una circonferenza che prevede un’equiparazione tra le due dimensioni. Oggi i politici devono sapersi confrontare con entrambi i pubblici, spesso sovrapposti. Il lavoro è diventato più faticoso e i sogni virtuali, lo sa bene Barack Obama, finiscono con un “buongiorno e buona fortuna” come cantano i Perturbarzione.

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