Il picchio parlanteIl censimento ci dice quanto siamo innovatori

Da ieri è possibile effettuare il censimento Istat tramite internet sul sito censimentopopolazione.Istat; in teoria! In pratica non è quasi mai possibile a causa di numerosi accessi, che non sarebb...

Da ieri è possibile effettuare il censimento Istat tramite internet sul sito censimentopopolazione.Istat; in teoria! In pratica non è quasi mai possibile a causa di numerosi accessi, che non sarebbero stati previsti dall’Istat. Enrico Giovannini, presidente Istat, ha detto che ci sarebbero stati circa 500mila utenti a voler compilare il questionario per via telematica al pronti via, e si sarebbe così creato il disagio; velocità di una lumaca, ore di attesa da far ricordare le interminabili code agli uffici postali, ed anche il centralino tempestato di chiamate e difficile da reperire.

Ma se in Italia abbiamo 25 milioni di famiglie, era così difficile prevedere che almeno una famiglia su 50 volesse connettersi al sito per adempiere ai suoi doveri da cittadino diligente e sbrigare quanto prima questa faccenda? Da considerare poi, il fascino della prima volta sul web, che permetterebbe di abbattere tempi e costi. Permetterebbe? Appunto. Anche tutti coloro che decideranno di compilare il questionario on-line hanno ricevuto il plico cartaceo a casa, con evidente spreco di carta e servizi postali; sarebbe bastato avviarsi un mese prima, offrire la possibilità a chi l’avesse voluto fare “alla nuova maniera” e non si sarebbe spedito il materiale cartaceo a tutti.

Ma oltre a questi sprechi, l‘inefficienza nella gestione della rilevazione statistica, ci torna a ricordare i ritardi di una burocrazia, che nel nostro Paese è assimilabile alla palla di ferro dei detenuti di una volta. Invece di contribuire allo sviluppo economico e far si che i rapporti cittadini-imprese con lo Stato siano migliori, non perde occasione di mostrare il suo lato peggiore. Con buona pace dell’ex ministro dell’innovazione Lucio Stanca, e dell’attuale Renato Brunetta-colui che in barba a qualsiasi innovazione si fa perennemente stampare i file pdf- l’Italia in quanto a digitalizzazione continua a stazionare nelle zone basse di tutte le classifiche.

Tardano ancora a capire i nostri governanti che negli altri Paesi, Internet contribuisce ad una crescita di oltre 7 punti percentuali di Pil, mentre da noi solo il 2,2%. Se solo si volesse si potrebbe investire in questo volano dell’economia, ed invece abbiamo i soliti finanziamenti ai giornali e i regali al duopolio del sistema televisivo.

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