L’agente MormoraI giornali di carta sono in vacanza e il coccodrillo per la Mafai è un copincolla

«Si prega di abbandonare la polvere terrena preferibilmente nei giorni feriali». I siti di due grandi quotidiani italiani - che oggi non erano nelle edicole per via delle festività pasquali, per l'...

«Si prega di abbandonare la polvere terrena preferibilmente nei giorni feriali». I siti di due grandi quotidiani italiani – che oggi non erano nelle edicole per via delle festività pasquali, per l’addio alla compianta intellettuale Miriam Mafai, sono costretti ad affidarsi ad misero copy-and-paste. Un contributo sereno (ma serio) alla annosa querelle sul ruolo dei media, tra carta e rete: se essere online vuol dire appiccicare i testi delle agenzie, il futuro è ancora lontano. Ecco la prova:

da Corriere.it I due, come ha raccontato lei stessa si misero insieme nel 1962: «Ci siamo voluti molto bene, Giancarlo e io, ma non abbiamo mai sacrificato pezzi della nostra esistenza». A molti nel Partito comunista non andava giù questo rapporto, all’epoca non esisteva il divorzio e Miriam era separata con due figli. Rimane storica la citazione su questo lungo rapporto: «Tra un week end di passione con il mio Pajetta e un’inchiesta io preferirò sempre, deciderò sempre per la seconda». Parole che raccontano una donna che ha sempre vissuto appieno, dimostrando gran carattere, decidendo autonomamente di volta in volta le sue priorità, in un gioco fatto di equilibri fra ragione e cuore. In cui la testa ha avuto un ruolo fondamentale. «Mi sono trovata bene così con Pajetta – raccontava in un’intervista -. Lui non si sentiva secondo rispetto al mio lavoro e io non mi sentivo seconda rispetto alla politica. Sapevo che, dovendo scegliere tra un pomeriggio con me e un comizio, avrebbe scelto un comizio. La politica era la sua passione, il giornalismo la mia. Eravamo alla pari». Una vita, quella di Miriam Mafai, dedicata ad un giornalismo di altissimo livello, senza far mancare però le amicizie, la famiglia, i figli, i nipoti, i pronipoti addirittura (ai quali, ammise senza rimpianti, ha potuto dedicarsi più che ai suoi figli). «Alle giovani dico sempre – dichiarò in occasione dei suoi 80 anni – di non abbassare la guardia, non si sa mai. Le conquiste delle donne sono ancora troppo recenti». Il suo compagno di un vita morirà la notte tra il 13 e 14 settembre del 1990 a 79 anni senza un rumore, ancora vestito, dopo una sera spesa ancora una volta tra i militanti comunisti, dopo decenni di battaglie vissute da protagonista, scanditi dalle sue polemiche, segnati dalle sue battute. A trovarlo sarà Miriam, avevano trascorso la serata insieme, prima di dividersi, per la notte, nelle due stanze gemelle affacciate sul corridoio di casa. Qualche anno dopo, nel 1994, Miriam si candiderà come deputata per il Pds, ma lascerà un anno più tardi: «Una cosa è dare le noccioline alle scimmie e una cosa trovarti dentro la gabbia delle scimmie».

da IlSole24Ore.com I due, come ha raccontato la scrittrice e giornalista, morta oggi a Roma, si misero insieme nel 1962: «Ci siamo voluti molto bene, Giancarlo e io, ma non abbiamo mai sacrificato pezzi della nostra esistenza». A molti nel Partito comunista non andava giù questo rapporto, all’epoca non esisteva il divorzio e Miriam era separata e madre di due figli. Rimane storica la citazione su questo lungo rapporto: «Tra un weekend di passione con il mio Pajetta e un’inchiesta io preferirò sempre, deciderò sempre per la seconda». Parole che raccontano una donna che ha sempre vissuto appieno, dimostrando gran carattere, decidendo autonomamente di volta in volta le sue priorità, in un gioco fatto di equilibri fra ragione e cuore, entrambi presentiti, in cui però la testa ha avuto un ruolo fondamentale. «Mi sono trovata bene così con Pajetta – raccontava in un’intervista -. Lui non si sentiva secondo rispetto al mio lavoro e io non mi sentivo seconda rispetto alla politica. Eravamo alla pari». Una vita, quella di Miriam Mafai, dedicata ad un giornalismo di altissimo livello, senza far mancare però le amicizie, la famiglia, i figli, i nipoti, i pronipoti addirittura (ai quali, ammise senza rimpianti, ha potuto dedicarsi più che ai suoi figli). «Alle giovani dico sempre – dichiarò in occasione dei suoi 80 anni – di non abbassare la guardia, non si sa mai. Le conquiste delle donne sono ancora troppo recenti». Il suo compagno di un vita morirà la notte tra il 13 e 14 settembre del 1990 a 79 anni senza un rumore, ancora vestito, dopo una sera spesa ancora una volta tra i militanti comunisti, dopo decenni di battaglie vissute da protagonista, scanditi dalle sue polemiche, segnati dalle sue battute. A trovarlo sarà Miriam, avevano trascorso la serata insieme, prima di dividersi, per la notte, nelle due stanze gemelle affacciate sul corridoio di casa. Qualche anno dopo, nel 1994, Miriam si candiderà come deputata per il Pds, ma lascerà un anno più tardi: «Una cosa è dare le noccioline alle scimmie e una cosa trovarti dentro la gabbia delle scimmie».

Segnalato da Eleonora Voltolina de la Repubblica degli Stagisti. Foto pescata in rete.

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