L’errore in rassegnaIl grado superlativo.

Un aggettivo si dice di grado superlativo se esprime la qualità di un nome nel suo grado massimo. Può essere assoluto, se la qualità è considerata in senso assoluto senza confronto con altri termin...

Un aggettivo si dice di grado superlativo se esprime la qualità di un nome nel suo grado massimo. Può essere assoluto, se la qualità è considerata in senso assoluto senza confronto con altri termini (Luca è altissimo) o può essere relativo, se la qualità viene confrontata con altri termini (Luca è il più alto dei suoi fratelli). Il superlativo assoluto si forma aggiungendo il suffisso –issimo alla radice, con gli avverbi molto, assai, tanto, ecc, premettendo i prefissi arci-, extra-, stra-, super-, ecc all’aggettivo di grado positivo, ripetendo il grado positivo dell’aggettivo, rafforzando l’aggettivo positivo con un altro aggettivo, premettendo l’aggettivo tutto, con le locuzioni tipo quanto mai, più che mai, ecc, con l’iperbole. Bisogna prestare attenzione ad alcuni aggettivi che hanno il superlativo irregolare. Acre, celebre, integro, misero, salubre formano il superlativo aggiungendo il suffisso –errimo; gli aggettivi che terminano in –dico, -fico, -volo formano il superlativo aggiungendo il suffisso –entissimo. Aggettivi come eterno, diviso, sublime, meraviglioso, ecc non hanno il superlativo assoluto perché esprimono già una qualità di massimo grado; anche aggettivi come rettangolare, ecc non hanno il superlativo assoluto. Il superlativo relativo, invece, si forma premettendo l’articolo al comparativo di maggioranza o di minoranza.

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