Dialoghi semiseriPigri e centristi, andate a votare alle primarie PD. È la vostra ultima chance!

Nei prossimi mesi, ci sono due importanti appuntamenti elettorali. Il 25 novembre si vota per le primarie del PD, in primavera ci saranno le politiche. Bisogna partecipare a entrambe.Molti pensano ...

Nei prossimi mesi, ci sono due importanti appuntamenti elettorali. Il 25 novembre si vota per le primarie del PD, in primavera ci saranno le politiche.
Bisogna partecipare a entrambe.Molti pensano che le primarie siano un fatto interno al PD, che interessa solo i militanti, che le regole di accesso al voto siano difficili e quindi pensano che la cosa non li riguardi.

I più maligni tra i centristi pensano anche che forse è meglio che vinca Bersani e il PD si sposti a sinistra, per avere campo libero al centro la prossima primavera.

Entrambi, pigri e indecisi da un lato, maligni di centro dall’altro, commettono un grave errore.
Pigri e indecisi sbagliano, in primo luogo perché votare alle primarie è molto semplice, basta andare il 25 novembre ai seggi del PD muniti di documento di identità e tessera elettorale, e inoltre perché la posta in gioco è molto alta: il risultato delle primarie del PD influirà in modo determinante sul modo in cui si arriverà alle elezioni la prossima primavera, e sulla stessa configurazione del sistema politico dei prossimi anni.
Se uno pensa che il PD debba essere un partito maggioritario, che mira a governare il paese, assicurandogli la stabilità necessaria, senza porsi il problema preliminare delle alleanze, deve votare a queste primarie per esprimere chiaramente questa preferenza. Ciò non significa non porsi il problema di eventuali coalizioni, ma solo costruirle in base ai programmi, in virtù dei rapporti di forza emersi dal voto delle primarie, senza necessità di indebolire a priori la propria identità in contrattazioni con alleati magari marginali.
I maligni che vogliono un PD a sinistra per aver campo libero al centro sbagliano, perché non è affatto detto che il centro saprà e vorrà riorganizzarsi nella maniera che loro desiderano, e saprà farlo nei pochi mesi che ci separano dalle elezioni politiche.
Molte altre volte partiti centristi di vario tipo hanno provato a organizzarsi a questo fine e molte volte hanno fallito.
E questa volta se anche lo spazio ci fosse non è detto che ci riusciranno.
È per questo che non si può rinunciare a condizionare la partita dentro il PD, che in questo momento è il baricentro del sistema politico e che con le sue scelte determinerà – come ha già fatto negli ultimi mesi – anche quelle del campo avverso.
I fatti delle ultime due settimane devono far riflettere. Da un lato i risultati delle elezioni siciliane, dalle quali è emerso uno scenario di sgretolamento del sistema della rappresentanza, in cui al 52% di astenuti si somma la vittoria di un movimento anti-sistema; dall’altro i tentennamenti dei partiti sugli ultimi provvedimenti del governo Monti (vedi contrasti sulla legge stabilità). Per questo è urgente un chiarimento sul ruolo del PD e sull’efficacia dell’intero sistema politico nel mantenere l’Italia su un difficile sentiero di risanamento.
Le primarie PD sono l’ultima chance per dare segnali concreti in questa direzione.