Trenta denariL’aggiotaggio su cambi ai tempi di Geronzi in Bankitalia

Me la raccontarono molti anni fa, e stentavo a crederci. Ma poc’anzi seguendo l’Infedele condotto da un Gad Lerner insolitamente “untuoso” (© Pierluigi Battista), ne ho avuto la conferma o la confe...

Me la raccontarono molti anni fa, e stentavo a crederci. Ma poc’anzi seguendo l’Infedele condotto da un Gad Lerner insolitamente “untuoso” (© Pierluigi Battista), ne ho avuto la conferma o la confessione in direttadal diretto interessato: Cesare Geronzi.

Ex presidente delle Generali, di Mediobanca, di Capitalia e di Banca di Roma, Geronzi è stato prima ancora direttore dei cambi in Banca d’Italia. Di lui Beniamino Andreatta disse una volta in Parlamento: «Mentre voi state discutendo, c’è un signore di nome Cesare Geronzi che manipola il tasso d’inflazione del nostro Paese». Un’altra volta l’ex governatore ed ex Capo dello stato Carlo Azeglio Ciampi ricordò che Geronzi era «abilissimo» nel calibrare le operazioni valutarie in vista del fixing giornaliero del cambio lira-dollaro «che avveniva di norma intorno alle 13.15». 

Ma tutto questo è pubblico. Quello che invece mi è stato maliziosamente raccontato da un giornalista dalla memoria lunga è che nei gloriosi anni ’70 tanta gente dentro e attorno la Banca d’Italia si arricchì lucrando sui cambi. Anche fra gli stessi giornalisti. Prove? Nomi? Zero virgola zero. Mi sembrava incredibile, anche per la venerazione che mi è stata inculcata verso Via Nazionale, e perciò la declassai a leggenda romana. 

Tornando al presente, però, a proposito di rapporti con la stampa il banchiere Geronzi cita il maestro, il governatore Guido Carli, sotto il quale fece carriera in Bankitalia. “Carli mi diceva che i cambi del giorno dopo andavano preparati il giorno prima”, ha detto pressappoco Geronzi a L’Infedele, aggiungendo che lui “preparava” in anticipo gli opinion leader della stampa dell’epoca. 

Ma quindi i giornalisti conoscevano in anticipo, e sistematicamente, le manovre su cambi della Banca d’Italia, ho capito bene? Oggi sarebbe aggiotaggio informativo: erano altri tempi, è vero, e forse non era (ancora) uno specifico reato. Ovviamente, tutto ciò non implica che qualcuno ne abbia approfittato per fare insider trading. Mi piacerebbe tuttavia sapere chi fossero all’epoca gli “opinion leader” di riferimento di Geronzi. Così, per curiosità. Forse nel memoriale-intervista scritto con Massimo Mucchetti, ci sono i nomi e lo scoprirò leggendo Confiteor. Sennò, mi tocca confidare nella prossima confessione del banchiere di sistema.

Twitter: @lorenzodilena

P.S. Uno dei reati contestati a un altro governatore amico di Geronzi, Antonio Fazio, è di avere anticipato telefonicamente a Gianpiero Fiorani l’autorizzazione concessa dalla Banca d’Italia alla Bpl per acquisire Antonveneta. 

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