Così è…se traspare. Storie di finanza e (mancanza di) trasparenzaMani pulite, la pista su Bankitalia era buona

Non è vero, ma ci credo, o non ci credo, ma è vero? Linkiesta ha riesumato un caso dell’epoca di mani pulite, tratto dal libro di Massimo Mucchetti, secondo cui un esponente socialista avrebbe rive...

Non è vero, ma ci credo, o non ci credo, ma è vero? Linkiesta ha riesumato un caso dell’epoca di mani pulite, tratto dal libro di Massimo Mucchetti, secondo cui un esponente socialista avrebbe rivelato al pool di magistrati che in occasione di grossi interventi sul mercato valutario da parte di ENEL qualcuno avrebbe cavalcato l’onda del mercato per sostentare un fondo destinato ai partiti. La cosa non fu notata e non ebbe seguito: cold case. Perché? Proviamo a dare una spiegazione tecnica e ci lanciamo anche in un tentativo (timido) di giornalismo, sentendo una “fonte”.

Il caso: è l’inizio degli anni 90 e siamo in piena “mani pulite”, sembra che un consigliere PSI di ENEL abbia rivelato al pool che qualcuno sfruttava informazioni riservate sulle transazioni in cambi di ENEL, per fare un po’ di soldi per i partiti. Poiché le transazioni erano di dimensioni rilevanti, “chi lo sapeva in anticipo poteva acquistare rilevanti quantità di dollari in periodi di stanca e venderli il giorno dopo del rialzino con la certezza di guadagnare”. Questa la domanda che Massimo Mucchetti rivolge a Cesare Geronzi nel suo libro intervista, Confiteor, e riportato su Linkiesta in un articolo di Jacopo Barigazzi. Geronzi cade dalle nuvole alla domanda, io cado dalle nuvole leggendo il pezzo, chiamo un amico di Banca d’Italia che cade dalle nuvole anche lui. Insomma, cadiamo tutti dalle nuvole: “it’s raining men”. La domanda è se può essere vero, se è vero, e perché il pool non seguì la pista. La mia prima reazione è stata che non può essere vero, per i motivi tecnici che mi accingo a esporre, ma la fonte che ho sentito mi ha fornito motivi tecnici per smorzare le mie convinzioni.

Partiamo dalla parte semplice (per me), cioè la questione tecnica. Il comportamento descritto da Mucchetti è noto come “front running”, ed è un modo per sfruttare le informazioni che si hanno sulle prossime transazioni di un cliente per farci i soldi, sfruttando l’illiquidità del mercato. Ma procediamo con ordine. Cosa significa: mercato illiquido? Significa un mercato che non riesce ad assorbire ordini di grosse dimensioni senza subire impatti sul prezzo (price impact). Supponete ad esempio che voi dobbiate acquistare sul mercato 10 titoli, e che le offerte di vendita siano 5 al prezzo di 100 e 10 al prezzo di 150. Eseguite l’ordine comprando a un prezzo medio di 125, con uno “scivolamento” (slippage, si dice in gergo) di 25 rispetto al prezzo di 100, e il nuovo prezzo in vendita sarà 150 invece di 100. Il prezzo è salito, e rimarrà più alto finché chi è disposto a vendere a 100 non ritornerà sul mercato e rifarà la propria offerta. La velocità con cui queste nuove offerte arrivano al mercato, e l’impatto di mercato si smorza è chiamata in gergo “market resiliency”. Insomma, un grosso ordine ha lo stesso effetto di un macigno gettato in uno specchio d’acqua. Crea un’onda che si smorza verso la riva con più o meno violenza e velocità e sulla quale si può fare surf…

Veniamo al “front running”. Fare “front running” significa gettare il macigno per fare l’onda e dopo farci surf. Attenzione: non provate questo a casa…anche se avete una vasca grande. In pratica, voi sapete che c’è un vostro cliente che ha grosso ordine di acquisto che farà salire il mercato. Voi lo anticipate, acquistate prima di lui, e rivendete quando il mercato è salito: il surf è fatto. Se ovviamente sapete di un grosso ordine di vendita fate l’opposto. Veniamo alla mia perplessità. Quali condizioni sono necessarie perché questa strategia funzioni? Semplice, bisogna che il macigno faccia l’onda, e le sue dimensioni siano ragguardevoli rispetto a quelle dello specchio d’acqua. Se lo specchio d’acqua è un oceano, l’onda che genererà il macigno sarà irrilevante e indistinguibile dalle onde alte e soprattutto imprevedibili su cui molti cercano di fare surf. Un mercato liquido ed efficiente è come un oceano, e qualunque informazione si abbia sugli ordini che arrivano non consente di prevedere le onde. Ecco il punto che mi trova perplesso su questo cold case: tra tutti i mercati, quello dei cambi è la cosa più vicina a un oceano.

Fin qui la mia posizione, rafforzata dal fatto che di questi temi si parlava in quegli anni, e questo avrebbe potuto suggerire una leggenda metropolitana. Ricordo infatti che ho imparato il termine “front running” proprio nel 91, quando la banca mi chiese di redigere una monografia sulla riforma della borsa, la cosiddetta legge sulle SIM, che era costruita proprio per impedire fattispecie di questo tipo. Ma la mia “fonte” (che poi è semplicemente un mio amico) pur condividendo il segno mio scetticismo, non ne condivide l’intensità. Mi ricorda che allora il mercato della lira era fresco di liberalizzazione, e non era certo un oceano come i mercati valutari di oggi. Quindi, sebbene il segno dei tecnici è verso lo scetticismo, il caso resta aperto. Cold case: perché il pool non segui la pista? Perché condivideva il nostro scetticismo di tecnici? La palla torna al giornalismo. Si sentano le fonti, si chieda a Di Pietro…magari dopo le elezioni.

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