Così è…se traspare. Storie di finanza e (mancanza di) trasparenzaGiochi di Grillo e i costi della politica: l’idea di Zingales

Sul Sole 24 Ore Zingales propone una strategia a Grillo. Prendere l’iniziativa e incalzare Bersani, chiedendogli quello che non potrà mai fare, senza annientare il PD. Un bell’esempio di teoria dei...

Sul Sole 24 Ore Zingales propone una strategia a Grillo. Prendere l’iniziativa e incalzare Bersani, chiedendogli quello che non potrà mai fare, senza annientare il PD. Un bell’esempio di teoria dei giochi. Ma perché Grillo non lo fa? Perché ci sono i giochi a due e i giochi a n giocatori. E qui n è uguale a tre.

Due uomini sono in fuga. Bersani, lanciato dai suoi gregari sul picco delle primarie, ha deciso di tirare, anche se sente le gambe dure. Grillo sta a ruota e gli ripete: sei morto, sei uno zombie che pedala. Cosa dovrebbe fare Grillo? Secondo Zingales dovrebbe cominciare a tirare, attaccando sulle salite più dure. La più dura di tutti, quella su cui Bersani può perdere la gara, è quella del finanziamento pubblico ai partiti. Zingales indica poi altre salite su cui Grillo può staccare Bersani, e rimandiamo al suo articolo per questo. Per me, io aspetto i due sul gran premio della montagna del finanziamento pubblico ai partiti, perché il Giro per me si decide lì. Bersani tira a tutta con il rapporto degli otto punti ed è il massimo che può fare. Grillo potrebbe tirare un rapporto più duro. Perché non lo fa?

Beppe Grillo in versione Incredibile Hulk in un fotomontaggio che gira sul web

Perché Grillo non stacca Bersani? Un’ipotesi è che non sappia niente della teoria dei giochi. Del resto è l’alfiere dell’anticiclismo, e da lui non possiamo attenderci comportamenti convenzionali. Ma Grillo di professione faceva il comico, ed i comici sono gli individui più razionali che esistono, perché sanno dissezionare la realtà e ricomporla in modo da far scoppiare l’evento più miracoloso: la risata. Quindi, se è razionale, perché non lo fa? Forse perché la sua squadra non è fatta di persone razionali, e alcuni esempi sono sotto gli occhi di tutti. Ma forse la maggioranza degli esponenti del movimento capirebbe la strategia: non aspettare che Bersani si sfianchi, sfiancare Bersani. E allora, se la ragione indica una strategia chiara, perché M5S non la segue? E voi la seguireste? Beh, io no, e il motivo è chiaro. Non è un gioco a due. La telecronaca sarebbe. Grillo lancia l’attacco, ha messo il rapporto del taglio ai costi della politica. Bersani si alza sui pedali e cerca di seguirlo. I fan di Grillo urlano e lo spingono verso la vetta, i fan di Bersani urlano e invece di spingerlo lo rallentano. Bersani si stacca, siamo allo striscione degli ultimi cinque chilometri prima della fine (per tutti), ma: incredibile da Radiocorsa, Renzi si è staccato, ha ripreso e lasciato sul posto Bersani, suo capitano. Il gregario di lusso vola verso il cannibale, e i tempi ci dicono che lo potrebbe riprendere prima dell’ultimo chilometro…Ora pubblicità, e poi torneremo su questa avvincente prova di sport.

Riflettete su questa simpatica idea di tappa. Ci dice che tutti paiono più razionali di Zingales. Bersani tira perché non può far altro che tirare. Grillo non può tirare perché da dietro partirebbe Renzi. Renzi non può partire finché è Bersani a tirare. Come andrà a finire? O Bersani finirà il fiato e l’ordine di scuderia lancerà Renzi, oppure non ci sarà più la cima perché un terremoto spaccherà la montagna. Possiamo quindi solo augurarci che Bersani abbia il fiato corto, e le avvisaglie ci sono. C’è l’insofferenza di Renzi, che si produce in allunghi su tutti gli strappi televisivi. Si aggiungono anche segnali dalla base. Ricordate il gregario fiorentino di Bersani che ho battezzato Agamennone in un mio precedente post? Beh, oggi in un’intervista alla edizione fiorentina della Repubblica ha sostenuto che “i costi della politica sono indifendibili”. La cosa diventa interessante. E’ come se io che faccio il professore universitario dicessi di tagliare le spese dell’università. La realtà è che io lo dico, ma devo mettere in conto che i tagli dell’università potrebbero riguardare me, e nel caso dovrei re-inventarmi un lavoro diverso da qualche parte. E per me, come per Agamennone, a cinquant’anni non è facile.