BelfagorL’ipoteca della destra sul presidente

Non è facile introdurre il presidenzialismo in Italia, anche la forma francese attenuata spaventa molti, ma il bisogno di una guida responsabile e accreditata si fa sentire lo stesso, con il risul...

Non è facile introdurre il presidenzialismo in Italia, anche la forma francese attenuata spaventa molti, ma il bisogno di una guida responsabile e accreditata si fa sentire lo stesso, con il risultato di dar luogo a un presidenzialismo di fatto. Gian Enrico Rusconi sulla Stampa del 10 aprile evocava appunto “il presidenzialismo informale di fatto, strisciante, degli ultimi anni”.

… “l’Italia è divenuta una Repubblica a “presidenzialismo preterintenzionale”- scrive a sua volta oggi sulla Repubblica Ilvo Diamanti. Dove le riforme istituzionali avvengono quasi per caso. Prodotte da pressioni sociali e colpi di mano. Dove le riforme sociali ed economiche vengono spinte dall’emergenza. Per questo occorre scegliere bene il prossimo Presidente. L’unico potere certo in questo Paese incerto. Cercando intese larghe. Se possibile “larghissime”. Ma non “basse”. E, comunque, non ad ogni costo”.

Marcello Sorgi arriva per questo ad auspicare l’elezione condivisa di Prodi. Condivisa anche da Berlusconi. Forse questo non è un requisito indispensabile per la scelta di un buon presidente. La destra deve in circostanze gravi come le attuali potersi assumere le sue responsabilità, nel bene e nel male. E sarebbe utile che venisse detta una parola chiara. Anzi due. Che Prodi è un candidato assolutamente degno. E che può essere scelto o no, ma la destra non ha in materia un potere di veto.

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