Energia ConsapevoleSi scrive acqua si legge Vita

La condizione necessaria e sufficiente affinché esista la vita su questo pianeta è rappresentata dall'acqua. La nostra stessa esistenza vive di un dinamismo fatto della continua trasformazione dell...

La condizione necessaria e sufficiente affinché esista la vita su questo pianeta è rappresentata dall’acqua.

La nostra stessa esistenza vive di un dinamismo fatto della continua trasformazione dell’acqua dentro e fuori di noi. Basti pensare che col passare del tempo passiamo da un corpo costituito dal 75% di acqua (in un bambino) al 50% (nella terza età) per comprendere quanto essa sia intimamente interconnessa alla vita. Così, nell’arco di 80 anni circa, in un continuo processo di acquisizione, depurazione ed espulsione l’acqua, insieme agli infiniti nutrimenti e memorie che porta con sé, determina la nostra esistenza.

In occasione di un format assolutamente innovativo a cui ho partecipato alla fine dello scorso anno, 21 minuti, l’intervento di una delle speaker, Angela Morelli, mi ha letteralmente aperto gli occhi sulle conseguenze delle nostre scelte a livello planetario e della responsabilità che ognuno di noi ha verso se stesso e verso l’intero sistema.

La Morelli, nominata dal World Economic Forum fra i centonovantadue “Young Global Leaders 2012”, si occupa ormai da anni del “Virtual Water” cioè di individuare, analizzare e divulgare il volume di acqua necessario per realizzare qualunque prodotto. Tutto questo lavoro ha lo scopo di fornire dati oggettivi che possano far prendere coscienza di quanta follia ci sia nella modalità di produrre alcuni prodotti nel nostro sistema e di come poter orientare i nuovi sistemi di consumo e, quindi, di produzione.

L’acqua potabile sul pianeta è solo il 2,5% di quella totale. Di questa il 70% è bloccato da calotte polari e ghiacciai e in definitiva solo circa l’1% è quella disponibile per noi. Appare chiaro come il dato sia più che allarmante. Per un carnivoro come me, evoluzione di generazioni di artisti della griglia, scoprire che l’amata bistecca valesse oltre 15000 litri d’acqua ha generato non pochi problemi esistenziali. Ma il punto non è questo. Con questo criterio, stante la tabella dello studio della Morelli, non dovremmo mangiare e bere nulla ormai.

Piuttosto è da riconsiderare il processo produttivo e l’orientamento dei nostri consumi in una direzione più consapevole. Stante come rispettabile la scelta del vegano così come quella del carnivoro dogmatico, dobbiamo però comprendere che un costo così basso della carne comporta un costo altissimo per l’ecosistema.

Se l’industria della carne non avesse come imperativo produrre quantità infinite di carne, spesso buttate e mai finiscono nella pancia di chi non sa cosa significhi un pasto quotidiano, il costo della stessa andrebbe alle stelle. Questo significherebbe meno consumo, meno trigliceridi e colesterolo, meno malattie, più economia locale e un peso medio procapite più vicino a quello di un uomo che a quello di un vitellino da latte. Ovviamente lo stesso ragionamento possiamo farlo per il caffè, i formaggi, il latte (che viene buttato per legge in Italia!!) e per tutti quegli alimenti che sono sulla tavola di ognuno di noi. E non dico nulla sulle migliaia di ettari desertificati dalle monoculture di biocarburanti che rappresentano la follia massima.

In definitiva avremmo probabilmente meno megaipermaxi ipermercati con cibi a basso costo (?) e più cibi naturali ad alto prezzo, dieta variegata e un’economia che trarrebbe linfa dalle relazioni umane più che da quelle integrative di bilancio.

Il grande Heisenberg nell’enunciare i fondamenti della nuova era della fisica scrisse: “Gli atomi non sono cose ma solo tendenze. Invece di pensare alle cose è necessario pensare alle possibilità.”

Stimolato da queste parole e con molta umiltà mi chiedo e Vi chiedo: E’ davvero necessario far tendere il valore della nostra esistenza e del nostro futuro a quello di un 3 x 2 come fossimo prodotti in scadenza?