THE BLAIR MUM PROJECT: blog di una mamma (e figlia) a LondraRiflessioni e divagazioni su La Nutella

    Se non ti piace la nutella, condividi. Se ti piace, non m'infamare: sono le 1 di notte e scrivo quello che mi pare.   E' sera tardi ed avrei mille altri pensieri nella mia testa, tra i nuovi so...

Se non ti piace la nutella, condividi. Se ti piace, non m’infamare: sono le 1 di notte e scrivo quello che mi pare.

E’ sera tardi ed avrei mille altri pensieri nella mia testa, tra i nuovi sottosegretari, tutte le critiche e polemiche a riguardo, i social network impazziti, il mio lavoro e non ultimi gli squisiti dim sum che mi sono mangiata (ingurgitata) stasera con mia mater in quel di Soho, che non è un’offesa bensì un quartiere di Londra, anche parecchio cul. Nel senso cul. Ma anche cool. Beh insomma, sto divagando e non per quei due bloody mary e martini che mi sono bevuta (scolata) ieri sera con due colleghe entrambe bionde, ma perchè stasera la mia testa non risponde. Va da sè. Succede. Spesso anche. Specie quando sono stanca. Quindi, dicevo, com’è facile scriver del nulla assoluto che mi circonda, torno a casa e A) nascondo tutti i pacchi del vario shopping impulsivo fatto in 2 ore e 45 minuti con mia mater affinché l’uomo dei numeri non si innervosisca visto che lui è chino sui numeri appunto B) cazzeggio. E purtroppo quando sei in quel mood e nella tua bacheca di facebook hai 1.500 amicizie, beh, diciamo che non devi darti molto da fare per trovare subito un compagno di merende. Quindi mi diletto a scrivere e raccontare a tutti che a me la nutella fa schifo. D’altronde, che devo dire, che mi piace se mi fa schifo? Sì, mi fa schifo. A me la nutella non piace. C’è chi la mangia al cucchiaio addirittura, io potrei morire. Stucchevole, dolce, appiccicosa, proprio no. Tutt’al più un minimo stratino iper sottile e leggero su una fetta di pane toastato caldo. O forse con la schiacciata (focaccia) calda. O con i grissini. Coi chicchi di sale grosso. Ecco. Circola questo mito poi che il genio del marketing della Ferrero non sia nient’altro che la nonnina Ferrero: una di quelle leggende senz’altro false, marketing su marketing. Fatto sta che le pubblicità sono sempre state aberranti a dir poco. E poi a me la nutella è sempre stata vietata. Come le barbie. E i baiocchi. All’asilo tutti i miei amici avevano dei bellissimi panierini intrecciati con meravigliose e giganti girelle motta. Io pane e burro. E una carota. Alle elementari, una mela verde. Fino al liceo. Ero strana. Una volta feci assaggiare al mio fidanzatino dell’asilo, tale Francesco, finito poi eroinomane, un morso del mio buon panino al nulla, in cambio della sua squisitissima e ambitissima girella-veleno-motta. Ricordo ancora che lo portarono via perché non smetteva di vomitare. Mi shoccò. Rimisi in discussione la mia infanzia e l’educazione a cui venivo sottoposta. Chiesi di entrare in prima elementare direttamente dall’asilo, un anno prima. Io con l’asilo, avevo chiuso. Figurarsi che tentavano persino di darmi il latte ogni mattina a merenda. Per non sentirmi troppo diversa dagli altri bambini, dopo il pane al burro, mi costringevo a bere il mitico mukki latte. Freddo per sentire meno i sapori. Poi cedetti. Portatemi in prima elementare. Grazie. Ma tornando alla nutella, ecco, riflettete gente, riflettete. Io intanto vado a dormire che qua per aspettare l’uomo dei numeri che abbia finito di lavorare, s’è fatto tardi. Vi lascio con questa immagine.

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Linkiesta Paper Estate 2020