Così è…se traspare. Storie di finanza e (mancanza di) trasparenzaDerivati di stato, Lehman Brothers e…Orson Welles

Ma siamo proprio sicuri che Lehman sia morta? Secondo Bloomberg non è così. E, se si può discutere se una banca viva sia buona o cattiva, non c’è dubbio che quando ritorna da morta, e non è un incu...

Ma siamo proprio sicuri che Lehman sia morta? Secondo Bloomberg non è così. E, se si può discutere se una banca viva sia buona o cattiva, non c’è dubbio che quando ritorna da morta, e non è un incubo, è una creatura del male. E’ molto peggio del vampiro che ti succhia il sangue o dello zombie che ti stacca la carotide. In primo luogo, questi vampiri e zombie attaccano uomini, mentre gli intermediari finanziari tornati dall’aldilà attaccano intere comunità. In secondo luogo, per le banche non morte non abbiamo armi di difesa. Non ci sono paletti di frassino e non c’è un’indicazione di dove stia la testa da spaccare con un colpo di fucile.

Attenzione. Non stiamo parlando della banche zombie nel senso in cui ne parlava Mario Draghi. Non sono banche tenute in vita vegetativa con un corpo in decomposizione. Si tratta di banche di cui è stata certificata la morte, il default, e che dall’al di là ritornano per attaccare i vivi. Si tratta di Lehman che ritorna tra noi. Qualche mese fa, un collega di Londra mi inoltrò un link a un articolo di Bloomberg News che riportava la notizia del ritorno di Lehman.

La storia principale era dedicata a un istituto per la ricerca sulla vecchiaia, Buck Institute, con progetti di ricerca sull’utilizzo delle cellule staminali contro i morbi della vecchiaia (Alzheimer & co). Alla morte di Lehman il giovane Buck risultava debitore di Lehman su un contratto swap. Non avendo trovato, come prevede la procedura standard e come non succede mai, tre valutazioni indipendenti sul valore i chiusura del loro swap, il piccolo Buck fece valutare il contratto derivato da specialisti ed inviò all’esecutore testamentario (pardon, curatore fallimentare) di Lehman 2 milioni di dollari. Ma ora tra gli ululati e le urla delle creature della notte, Lehman è tornata, e vuole da Buck 12.1 milioni di più di quanto pagato, più 4.7 milioni di interessi. A meno che qualcuno riesca a trapassare il cuore di Lehman Nosferatu, l’istituto per ricerche sull’allungamento della vita dovrà morire da piccolo. Ma il Lehman Nosferatu è fatto di avvocati e non ha un cuore da trapassare. Bloomberg riportava un commento di un avvocato ches ta con i “buoni”: “A Lehman non importa. Loro hanno il dovere di massimizzare il ritorno ai creditori della bancarotta. Puoi anche essere Madre Teresa, loro ti vengono dietro”. Quindi, ecco come finirà. Il piccolo Buck verrà sotterrato e non ritornerà più: California nightmare, la versione horror di California Dreaming.

La storia horror solleva quesiti interessanti, per noi cacciatori di vampiri. Qualcuno morso da Lehman può diventare a sua volta un vampiro o uno zombie? Non sappiamo come funziona, ma pensiamo di poter escludere che il piccolo Buck ritorni dalla tomba. Riposerà in pace. Ma cosa potrebbe succedere se Lehman Nosferatu mordesse una grande banca o uno stato? Ed ecco l’horror che arriva da noi. Un amico mi disse che il Tesoro aveva un passivo con Lehman, alla data della sua morte, di circa due miliardi, mille volte quello del piccolo Buck. Che succederebbe se nella notte di estate si spalancassero le finestre del Ministero dell’Economia e una strana nebbia entrasse, e la nebbia assumesse la forma concreta di Lehman e dei suoi avvocati dai denti aguzzi? Se nella chiusura del contratto il Ministero si fosse comportato come il piccolo Buck, potremmo vedere uscire dalla giugulare 14 miliardi. Potrebbe essere la fine, e il contagio potrebbe trasformare all’istante un stato vivo in un non morto. Ed è inutile dire a chi succhia il sangue uno stato non morto: agli stessi a cui lo succhia da vivo. Però, quando una sanguisuga si trasforma in vampiro un certo effetto lo fa.

Ma cosa c’entra Orson Welles? C’entra perché quello che ho raccontato non è vero. L’ho fatto soltanto per un esperimento, come quello famoso di Orson Wells, per vedere quanto questa vicenda di attacchi dallo spazio possa venir creduta dal popolo, se diffusa dai media. Rispetto al caso di Orson Wells ci sono però differenze fondamentali. Qui i media non sanno se i marziani esistono o meno, e neppure gli scienziati dispongono delle informazioni necessarie per farsi un’idea. Fuori dai denti, nessuno di noi è in grado di sapere cosa è vero e cosa è falso della storia dei derivati di stato italiani. Il Ministero emette una relazione che filtra ai giornali e dai quali i giornali estraggono parti che lette in isolamento sono agghiaccianti quanto e forse più della storia che ho raccontato sopra. Ad esempio oggi su Affari & Finanza di Repubblica si legge di un “swap su 3 miliardi nozionali al 2036” con un’aggiunta terrificante, “la controparte – si legge nella relazione del Tesoro – detiene il diritto a raddoppiare agli stessi termini il nozionale tramite una swaption, che deriva dalla necessità di assorbire tutto il mark-to-market della posizione preesistente”. Anche solo sulla base di questa traccia, potrei costruire una storia dell’orrore molto più impressionante di quella del piccolo Buck, che vi ha fatto rabbrividire.

Per concludere, e per non fare lo stesso errore del Tesoro, devo ricordare cosa è vero e cosa è falso in questo post. La storia del piccolo Buck è vera, e la trovate qui, insieme ad altre storie, sotto il titolo ossianico: “Lehman reaches beyond grave seeking millions from non profits”. E’ vera la fonte che mi ha inviato questo link, un collega di Londra che ringrazio. La passività del Tesoro nei confronti di Lehman è vera, me l’ha raccontata una fonte amica e informata. Il fatto che il Tesoro possa fare la stessa fine del piccolo Buck non è vera, nel senso che non sappiamo nulla di come sono stati chiusi i derivati con Lehman. Ma chissà, nel mondo del paranormale ciò che non è vero non è necessariamente falso, e c’è una notevole differenza tra la finanza ed i film di zombie: l’unica differenza tra un vivo e uno zombie è un certificato di esistenza in vita. Per questo, senza questa informazione, e per quanto ne sappiamo, anche lo stato italiano potrebbe essere già morto.