Il picchio parlanteMedia civici: non solo referendum e petizioni

Qualche giorno fa, il governo, ed in particolare il ministro per le Riforme Istituzionali Quagliariello, ha varato una consultazione pubblica online dove i cittadini potranno esprimersi su determin...

Qualche giorno fa, il governo, ed in particolare il ministro per le Riforme Istituzionali Quagliariello, ha varato una consultazione pubblica online dove i cittadini potranno esprimersi su determinate questioni attinenti un processo di riforma istituzionale dello Stato. I risultati di questa consultazione poi, confluiranno in un report e saranno materiale di studio per il gruppo di lavoro del dipartimento delle Riforme istituzionali.

Un tentativo di stimolare la partecipazione della società su una sfera della vita pubblica particolarmente delicata. Tentativo mirabile, perché il rischio di avere una risposta piuttosto scarsa è abbastanza elevato, considerato anche l’altissimo livello di astensionismo alle ultime elezioni, politiche ed amministrative.

Una consultazione però, che non dovrebbe per nessun motivo, essere fine a se stessa. Se questa possibilità rimanesse isolata, o peggio ancora, non venisse presa con la dovuta considerazione dal ministero responsabile, la sua funzionalità verrebbe ampiamente messa in discussione. E la collettività, sarà ancora una volta tenuta fuori dai processi decisionali.

Nei prossimi giorni inoltre, avrà vita anche un nuovo strumento di partecipazione. Il Movimento 5 Stelle, che notoriamente vuole incentrare sulla Rete un maggiore coinvolgimento dei cittadini, e per farlo lancerà a breve “Parlamento Elettronico”, ovvero una piattaforma online che permetterà ad eletti ed elettori del Lazio di interagire e collaborare. Non costituisce proprio una novità nel panorama pentastellato, visto che iniziative analoghe sono state già sperimentate in Sicilia, ma chi ha avuto modo di sperimentarlo ha parlato di diversi elementi di innovatività.

Probabilmente un po’ lontana dall’idea di democrazia diretta – un’idea dai contorni un po’ utopici- ma senza dubbio un tentativo lodevole di miglioramento dell’attuale democrazia rappresentativa, se non altro per la possibilità di concedere agli elettori di rendersi partecipi non solo al momento delle tornate elettorali.
Alla base di questa piattaforma c’è LiquidFeedback, codice open source diventato noto ai più grazie al Partito Pirata tedesco, che anche grazie ad esso è riuscito a guadagnare una buona percentuale di consensi nel proprio Paese.

Sarà dunque possibile presentare proposte, discuterle direttamente sul web, confrontarsi per arrivare a soluzioni più condivise possibili, operando quel bilanciamento dei vari interessi coinvolti tipico delle consultazioni che portano alla redazione di un testo di legge. Una specie di risposta al progetto Tuparlamento.it, varato da circa due settimane dalla senatrice piddina, Laura Puppato, e che sembrava essere proprio un “guanto di sfida” agli attivisti del M5s.

Non solo referendum e proposte di firmare petizioni che in questi giorni, specie quelle relative ai caccia F35, hanno riempito gran parte degli indirizzi mail degli italiani. Una costellazione di iniziative emergenti sta prendendo forma, e tante altre ancora potranno sorgere e svilupparsi sulla base di queste esperienze. Perchè un vero cambiamento possa partire anche dalla società, ed affinchè non venga solo richiesto od invocato.

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