Così è…se traspare. Storie di finanza e (mancanza di) trasparenzaNella vicenda Mediaset nessuno parla dei nostri soldi

10 milioni! Oh, anime do’ Purgatorio. Chiamatemi venale, ma questa è la cosa che mi ha impressionato di più nella vicenda Mediaset, come l’ho seguita origliando la televisione. E per me è il punto ...

10 milioni! Oh, anime do’ Purgatorio. Chiamatemi venale, ma questa è la cosa che mi ha impressionato di più nella vicenda Mediaset, come l’ho seguita origliando la televisione. E per me è il punto centrale della vicenda etica, economica e politica.

Tutte le volte che sento dire: “tre gradi di giudizio” sento una scossa elettrica che mi scende per le ossa. Il motivo è un trauma di gioventù patito all’università. Ero il sesto all’esame di diritto pubblico, e a quasi tutti quelli prima di me due zelanti assistenti universitari fecero la stessa domanda: quanti sono i gradi di giudizio? Tre, risposero uno per uno i malcapitati. E ricevettero tutti la stessa risposta: si accomodi. Quell’orrore mi ritorna in mente sempre, e quando sento parlare di processi per me è un riflesso condizionato. Per me i gradi di giudizio sono due. Lì si forma la sostanza. In cassazione la forma può annullare la sostanza. Io sono una bestia in tema di diritto, ma quell’esame dell’orrore mi ha piantato questa nozione dentro il cranio come una pallottola a uno zombie.

Per questa storia personale, questa giornate di Cassazione sono state piene di sofferenza anche per me. Ma tra una scossa e l’altra, mi è capitato di sentire di un intervento dell’avvocato in rappresentanza dell’Agenzia dell’Entrate che ha arringato in difesa di una provisionale di 10 milioni. 10 milioni! Anime del Purgatorio! E non ne parla nessuno. Ho cercato a destra e manca una conferma della somma sulla rete, ma è stata una ricerca complessa. A quella che per me era la protagonista della vicenda, all’avvocato che difende i nostri soldi, era dedicata al più una riga di presenza. Ma trovare conferma della somma è stata una discreta caccia.

E allora, mettendo insieme i traumi universitari di gioventù e il ricordo dell’icona di Così parlò Bellavista, ho avuto un quadro chiaro della situazione. Ed è un po’ diverso da quello di cui si parla sulla stampa e sui media. Se il procedimento sarà annullato, sarà per un vizio procedurale. E questo vizio di forma a noi contribuenti costerà intanto i 10 milioni di provisionale, che nella sostanza ci spetterebbero. Chi dovremo ringraziare? L’etica dell’elusione di una grande azienda? L’incapacità della politica di far pagare le tasse? O dei giudici che hanno fatto errori formali? Ah, sì, poi c’è anche il futuro politico di Berlusconi, i suoi dolori e la compassione (nel senso etimologico del termine) del PD. Ma, come vedete, questi sono epifenomeni. La realtà è quella di soldi che inappropriatamente (anche se non illegalmente) hanno cambiato tasche…e tasche grandi. Questa è la tragedia di questo paese.

Ai lettori più giovani, e magari ai miei studenti, resterà una curiosità fondamentale. Come finì il mio esame? Finì bene, presi trenta. Ma non vi consiglio di imitarmi. Come si dice in gergo: mi andò di culo…Giusto come andrà a Berlusconi se domani la Cassazione annullerà la sentenza, o la consegnerà alla prescrizione…E anche su questo vorremmo che i mezzi di comunicazione mandassero ai contribuenti lo stesso messaggio che io mando agli studenti: «Non provatelo a casa! È wrestling fiscale fatto da professionisti che si allenano allo scopo!»

Twitter: @UCherubini