’O pernacchioAltro che Concordia: l’Italia come la Terra dei Fuochi

Una volta tanto sono d'accordo con Ciro Pellegrino: se volete una metafora dell'Italia non dovete guardare alla Costa Concordia. L'Italia non è una nave e non bastano certo un rimorchio e qualche i...

Una volta tanto sono d’accordo con Ciro Pellegrino: se volete una metafora dell’Italia non dovete guardare alla Costa Concordia. L’Italia non è una nave e non bastano certo un rimorchio e qualche ingegnere per risollevarla; siamo già affondati e servono i sub per noi, non i cargo e i loro cavi di acciaio. La vera metafora dell’Italia è – come dice sempre Pellegrino – la Terra dei Fuochi: ieri i carabinieri sono andati a Casal di Principe, hanno scavato e hanno trovato dei fusti contenenti – cito testualmente – “materiale ferroso e fanghi industriali”.

Mentre le televisioni facevano a gara a mandare la diretta di una nave alla deriva, raddrizzata e rimessa in asse a forza, in via Sondrio, vicino alla linea della Circumvesuviana, si cercava il primo dei giacimenti che – dice La Repubblica di Napoli – “un pentito aveva indicato”. Ora non è chiaro di quale pentito si stia parlando: penso che si tratti dell’ex-boss Schiavone, lo stesso intervistato da Sky e rimandato a ripetizione dai media; dire pubblicamente che la fonte sia lui potrebbe, però, portare qualche problema. E il perché è chiaro: aveva già denunciato dove la camorra aveva nascosto i rifiuti, più di 20 anni fa. E per 20 anni, nessuno – né politici, né magistratura – hanno provveduto a cercare.

20 anni per permettere ai veleni di penetrare nel terreno, arrivare alle falde acquifere e uccidere. Poi la sorpresa, lo scandalo; i primi giornali che ne parlano e le televisioni che ancora stentano a riportare la notizia. Meglio la Costa Concordia: con quella, le belle parole vengono più facili. I “gonzi”, come li ha definiti Enrico Mentana, non sono mancati: la gara alla metafora più bella è cominciata praticamente subito. E intanto, lo ripeto, a Casale si scavava e si trovava, Natale in anticipo, vergogna all’ordine del giorno.

Perché l’Italia è un po’ così, come una montagna di rifiuti sotterrata: alla luce è bella, bellissima; piena di persone di tutto rispetto sempre pronte a dire quale sia la cosa giusta da fare (ma non a farla, attenzione); nel profondo però è marcia, ammuffisce, e si nasconde. Come un fusto vecchio di 20 anni, che fa meno notizia di una nave che riemerge e di un politico che snocciola pillole su un paese che, forse, non si rialzerà mai. Dipende da noi, come al solito.

Twitter: @jan_novantuno

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