Vanilla LatteSiria, l’orrore della guerra in una mostra fotografica

Centocinquanta scatti, per raccontare il dramma quotidiano della Siria. Perché, come ricordano gli organizzatori, "le immagini spesso esprimono più di quanto non dicano le parole". Così che il pub...

Centocinquanta scatti, per raccontare il dramma quotidiano della Siria. Perché, come ricordano gli organizzatori, “le immagini spesso esprimono più di quanto non dicano le parole”. Così che il pubblico italiano possa capire quanto accade sul territorio siriano, da mesi a questa parte, e i cittadini di Ancona, Moie, Fano, Jesi, San Lorenzo in Campo, Albenga e altre ancora, possano vedere le sofferenze e le difficoltà provate dai residenti di Damasco, Aleppo, Hama, Nawa, Daraa, Homs, Latakia, e degli altri teatri del sanguinoso conflitto. È questo l’obiettivo di “Lens Young Syrian in Italy”, una mostra itinerante di fotografie realizzate da giovani “citizen reporter”, dedicata alla guerra civile siriana, organizzata da OSSMEI – Organizzazione Siriana dei Servizi Medici di Emergenza in Italia, ONSUR Italia che, grazie alla Associazione Donne e Mamme Musulmane della Liguria e all’Assessorato alle Politiche Sociali, per qualche giorno farà tappa nel Comune di Albenga, nel ponente ligure, per poi continuare il suo tour per tutto il paese.

Immagini nude e crude. Frammenti di vita e di morte. Scene di battaglia, di distruzione, di effetti collaterali. Edifici rasi al suolo, bambini che giocano con ordigni bellici, cadaveri. “Lens Young Syrian in Italy” mette in mostra il dramma della guerra che, ormai da circa tre anni, si consuma in Siria. Dietro la macchina da presa, però, nessun professionista dello scatto, ma reporter improvvisati, giovani siriani che vivono nei territori assediati, che magari hanno dovuto vendere l’automobile di famiglia per poter acquistare una macchina fotografica decente, e che, per raccontare quanto accade nel loro paese, mettono a rischio, giorno dopo giorno, la propria stessa esistenza. Molte volte, purtroppo, perdendola. Per colpa di una bomba, un proiettile, o il crollo di un edificio. L’esposizione è un documento unico, di grande attualità, in questi giorni in cui l’Occidente si interroga su quali misure adottare per fermare il massacro. Perché gli occidentali parlano di Siria solo in relazione all’eventualità di un intervento militare statunitense, e sono pronti anche a mobilitarsi per scongiurare tale ipotesi, ma spesso dimenticano che la guerra, in quella terra, c’è già.

A presentare l’iniziativa, la giovane italo-siriana Amina Dachan, studentessa di ingegneria informatica ad Ancona. La quale, rimasta in contatto con diversi “citizen reporter” siriani tramite Internet e i social network, impiegato oltre quattro mesi per raccogliere circa centocinquanta scatti e diversi ritratti per mostrare al mondo la morte, la devastazione e le atrocità della realtà siriana. “Sono immagini realizzate da ragazzi, non reporter professionisti, che rischiano la vita, sotto il fuoco dei cecchini, per raccontare la verità della Siria” afferma. “Molti di loro sono rimasti uccisi, per scattare e diffondere queste fotografie, che denunciano le crudeltà del regime. Vogliamo che questa follia si fermi”. Le stime, ovviamente provvisorie, parlano di novecento giorni di conflitto, decine di migliaia di morti, centinaia di migliaia di dispersi, milioni di rifugiati nei campi profughi dei paesi confinanti, più di mezzo milione di edifici distrutti, quasi cinquemila chiese e moschee rase al suolo, oltre al 70% di famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà. “The world is still watching us die”, “Il mondo ci sta ancora guardando morire”, recita uno degli slogan delle associazioni umanitarie attualmente impegnate in Siria. E sensibilizzare l’Occidente e il resto del mondo, affinché prendano consapevolezza di quanto sta succedendo in quella terra, è forse la principale missione di “Lens Young Syrian in Italy”. Perché, anche in questo caso, le immagini valgono più delle parole.

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