#ildiscorsodelreSocial news, Facebook: “Non bastano i contenuti, bisogna investire”

Piccolo. Spazio. Pubblicità. Come riporato pochi minuti fa dal Corriere.it, i piccoli editori italiani dichiarano guerra a Facebook. Il fatto è questo. L’editore di CalcioNapoli24.it, Salvio Passan...

Piccolo. Spazio. Pubblicità. Come riporato pochi minuti fa dal Corriere.it, i piccoli editori italiani dichiarano guerra a Facebook. Il fatto è questo. L’editore di CalcioNapoli24.it, Salvio Passante, si è rivolto al tribunale di Nola e, insieme ad altri cinque piccoli editori all’Antitrust, perché a suo dire Facebook avrebbe cambiato algoritmo causando il crollo delle visite al suo portale. Calcola almeno il 60% in meno nell’ultimo anno. “Ho perso 80mila visite. Se va avanti così il mio progetto rischia di essere tagliato completamente fuori dal mercato con un conseguente ridimensionamento dell’azienda”. 

Nelle lettera inviata all’Autorità garante della concorrenza e del mercato si dice: “Non pretendiamo che l’utilizzo sia totalmente gratuito, ma ci teniamo a precisare che solo attraverso questa piattaforma virtuale riusciamo a far veicolare attraverso gli utenti iscritti le nostre notizie e contenuti e che con ciò rendiamo un servizio a Facebook, economicamente valutabile, permettendo la profilazione per interesse degli stessi utenti. […]. La normativa che sottoscriviamo con un semplice clic, ci rende anche deboli dal punto di vista più strettamente giuridico. Troviamo tutto questo vessatorio e particolarmente oneroso per noi piccole aziende”. 

La replica del social network non si fa attendere e non lascia spazio a interpretazioni:  “Le persone condividono come mai prima. La competizione è crescente e le pagine fan vedranno probabilmente un cambiamento nella diffusione dei contenuti, compresa una diminuzione della visibilità organica. Ci aspettiamo che questa tendenza continui. […] I proprietari delle pagine devono utilizzare la strategia più efficace per raggiungere le persone giuste: una combinazione di post creativi e interessanti e pubblicità per promuovere i propri messaggi”. Insomma, non basta più esserci.

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Linkiesta Paper Estate 2020