Un cortile di Milano visto con gli occhi del portiereCaldo

Rientrano in cortile donne accaldate e dal viso arrossato. Il sole le ama ma loro non lo corrispondono; almeno, non quando hanno la spesa tra le mani. Le foglie e i fili d’erba si consultano e osse...

Rientrano in cortile donne accaldate e dal viso arrossato. Il sole le ama ma loro non lo corrispondono; almeno, non quando hanno la spesa tra le mani. Le foglie e i fili d’erba si consultano e osservano, tra loro, che è ancora presto per ingiallire. La terra arida li ascolta, ma non s’intromette nei loro discorsi. Aspetta la pioggia e allora sì, potrà dire la sua. Un’anziana signora affacciata alla finestra mi chiama e saluta. Vorrebbe parlare ma io resto zitto, perché in questo caldo vorrei essere vento. Ma esser vento è cosa difficile, devi scuotere gli alberi, le cartacce, i panni stesi ai balconi, a volte anche i cuori ed io non so farlo. Tra sudori e gesti a rilento nascono nuovi amori, altri rifioriscono. Sarebbe sciocco dividerli in categorie; che importa se giovani o maturi, sposi o amanti? Si nutriranno delle loro passioni. Sono le quindici e trenta. C’è gran caldo in cortile.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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