Un cortile di Milano visto con gli occhi del portiereGuardando lontano

Hai visto l’erba piegata dalla pioggia nel primo mattino. Respirando il suo odore ti sei diretto verso la spiaggia. Adesso guardi il mare con i piccoli pescherecci che stanno rientrando. Dalle barc...

Hai visto l’erba piegata dalla pioggia nel primo mattino. Respirando il suo odore ti sei diretto verso la spiaggia. Adesso guardi il mare con i piccoli pescherecci che stanno rientrando. Dalle barche, come sempre, i pescatori levano grida a riva. Sono le cinque del mattino, sei sveglio da tre ore, tu che a pesca, ormai, non vai più. Affondi i piedi nella sabbia ed è un dolce camminare; i passi sulla strada non ti sono mai piaciuti. Quanti anni, quante grida e quante reti appesantite dai pesci sono passati e ancora ti concedi il lusso di guardare lontano, laggiù dove non finisce il mare. Cosa cerchi in quell’infinito? Forse una sirena che hai amato senza poterlo dire a nessuno, un volto senza un corpo, un amore senza senso. Riprendi a camminare sulla sabbia e con un fil di voce, guardando il mare immobile, sussurri: “Buon giorno amore mio.”  

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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