Vanilla LatteKaty Perry, e il tweet che cambia la vita al dipendente di Starbucks

Una persona famosa in tutto il mondo, che voleva restare sconosciuta. Uno sconosciuto, che non si sarebbe mai aspettato di diventare famoso in tutto il mondo. Su di un blog chiamato “Vanilla Latte”...

Una persona famosa in tutto il mondo, che voleva restare sconosciuta. Uno sconosciuto, che non si sarebbe mai aspettato di diventare famoso in tutto il mondo. Su di un blog chiamato “Vanilla Latte”, non poteva non trovare ospitalità una vicenda accaduta all’interno di uno Starbucks e avente, tra gli attori principali, proprio un bicchiere di “Soy Vanilla Latte”. Una storia proveniente da oltreoceano, di gentilezza reciproca, che rientra a pieno titolo nella categoria dei cosiddetti “random act of kindness”, o “momenti di gentilezza a casaccio” (che, assieme agli “atti di bellezza privi di senso”, vennero resi celebri da Anne Herbert), e che ha come protagonisti una super star e un emerito sconosciuto.

Il fatto è avvenuto nell’Illinois, lo scorso martedì, in uno dei circa cinquanta store presenti a Chicago della più grande catena di caffetterie al mondo. Per la precisione, nello Starbucks sito nei pressi dell’hotel Embassy Suites, downtown della Città del Vento. Una giornata come tante altre, per il venticinquenne Jason King, dipendente del locale da circa un anno. Fino a quando il “barista” non si è trovato davanti alla ordinazione di un “tall Vanilla Soy Latte” (ovvero, un bicchiere piccolo di latte di soia con sciroppo di vaniglia, quanto di meglio possa esistere) per la cliente di nome “Katheryn”. Perché, come noto a chi ha provato l’esperienza direttamente, da lungo tempo, negli Starbucks di tutto il mondo, sono soliti chiamare i clienti con il proprio nome di battesimo, scelta aziendale (vincente) per “personalizzare” il prodotto e far sentire gli utenti maggiormente a proprio agio, in un contesto più accogliente.

Cercando colei che aveva richiesto il caffè, King non ha potuto fare a meno di notare una cliente con capelli verdi e con il volto coperto da grandi occhiali da sole neri e con in testa un cappello fatto a maglia. A nulla è servito il travestimento, e il giovane dipendente ha immediatamente riconosciuto la super star della musica Katy Perry. Non solo una delle cantanti di maggior successo e una delle persone più famose del pianeta, ma anche e soprattutto la celebrità preferita dello stesso Jason King, vero e proprio fan sfegatato, che proprio pochi giorni prima aveva visto il suo documentario “Katy Perry: Part of Me” su Netflix e rivelato ai suoi familiari che la Perry era una delle due persone che avrebbe voluto incontrare di persona, nel corso della sua vita. Gli dei del pop devono avere, in qualche modo, udito il suo desiderio: perché il suo sogno si è avverato nel giro di pochi giorni.

“Non perdere il controllo, non perdere il controllo”, ha continuato a ripetersi, per tentare di placare l’improvvisa e travolgente emozione. Non era la prima volta che una persona famosa appariva nel locale, dove già in passato sono state ospitate personalità del calibro di Bill Clinton, Christian Slater e Christie Hefner. Però, questa volta, c’era la numero uno, la sua preferita. La quale, molto probabilmente, era intenzionata a restare nell’anonimato, per quanto possibile, per godersi un caffè caldo in tranquillità, come una persona qualunque, anche solo per qualche minuto. Così King, dopo la scoperta, ha voluto rispettare la privacy della illustre ospite, ha semplicemente preparato il “latte”, come per un qualsiasi cliente, e ha quindi convocato l’interessata dicendo ad alta voce “Katheryn, ho il tuo tall vanilla latte alla soia”.

“So chi sei”, ha sussurrato alla Perry mentre si avvicinava. “Voglio solo dirti che sei grandiosa e sensazionale. Ma so che vuoi mantenere un basso profilo, quindi non perderò le staffe”. La cantante si è appoggiata al bancone. “Posso dire che questo caffè sarà molto buono. C’è qualcosa che posso fare, per te?”, gli ha risposto prontamente. King, incredulo, le avrebbe voluto chiedere un “selfie”, uno scatto per convididere sui social network con gli amici l’emozione del momento, ma questo avrebbe mandato in fumo la sua copertura. Così, si è limitato a chiederle una tanto usuale quanto anonima stretta di mano. Un hand-shake di qualche secondo, che non lascia alcuna traccia. Richiesta accettata di buon grado. Dopo aver allungato il bicchiere e un sandwich a un collaboratore, Katy Perry ha stretto la mano al dipendente della caffetteria.

La superstar californiana deve aver apprezzato non poco, il semplice gesto riservatole. Al punto di decidere, qualche istante dopo aver lasciato lo store di Chicago, di scrivere un pubblico elogio di Jason sul proprio profilo Twitter. Un profilo social che, con oltre 55.4 milioni di follower all’attivo (più di Justin Bieber, più di Barack Obama, più del Papa e di Cristiano Ronaldo — messi insieme), è il più seguito al mondo. Così, il cinguettio della Perry è stato ritwittato da più di 3000 utenti, con oltre 8000 “preferiti”, rendendo in breve tempo il nome di Jason King noto in tutto il globo terracqueo. Un “random act of kindness”, un gesto di gentilezza casuale. Come una stretta di mano, che ha cambiato la giornata di Katy Perry. Come un tweet, che ha cambiato la giornata, e un po’ anche la vita, di Jason King. Che da sconosciuto barista di una caffetteria di Chicago, è diventato, seppur per breve tempo, una sorta di celebrità, e la persona più felice del mondo.

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