Città invisibiliArcheologia e abbandono. Bonorva, necropoli devastata

Continua il deterioramento dei siti archeologici nell'area del Parco Mariani nel Comune di Bonorva, in provincia di Sassari. In stato precario, in particolare, le Domus de Janas de Sa Pala Larga, u...

Continua il deterioramento dei siti archeologici nell’area del Parco Mariani nel Comune di Bonorva, in provincia di Sassari. In stato precario, in particolare, le Domus de Janas de Sa Pala Larga, una delle necropoli più importanti dell’isola. Dopo interrogazioni parlamentari, pubbliche denunce, azioni istituzionali a tutti i livelli sul grado di devastazione di uno dei siti più importanti della storia prenuragica della Sardegna, Mauro Pili, deputato di Unidos, insieme con l’ex sindaco di Bonorva e attuale Consigliere comunale di Unidos, Antonello Zanza, ha trasmesso alla Procura di Sassari una formale denuncia per abbandono e distruzione dei siti archeologici. 

“Poco più di un anno fa l’ingresso delle Domus de Janas nel parco di Mariani era stato temporaneamente “tombato” in attesa di interventi di recupero del sito – denunciano Pili e Zanza – ora il sito risulta essere nel più totale stato di abbandono e degrado e la “tombatura” divelta a simboleggiare degrado e abbandono totale. E’ gravissimo lo stato di abbandono nel quale si trovano le tombe ipogeiche, oltre alle discutibili le modalità di protezione fatte adottare dalla Soprintendenza”. Le splendide “Domus de Janas”, scoperte nel 2002, in mancanza degli interventi necessari per renderle fruibili al pubblico e per evitare l’azione distruttrice degli scavatori clandestini, fin da 2007, sono state protette con una fragile copertura protettiva, che avrebbe dovuto salvaguardarle. Del problema era stato interessato anche il Sottosegretario ai Beni culturali e turismo, Francesca Barracciu, che il 29 marzo aveva fatto un sopralluogo per verificare la condizione delle sette Domus de Janas di Sa Pala Larga ed eventualmente attivare “una pronta messa in sicurezza delle stesse”. Un intervento urgente che ha impegnato gli uffici della Sovrintendenza nello studio di una possibile soluzione. Ma il problema non è evidentemente la realizzazione di nuove coperture. Forse neppure quello di una campagna di restauri, connessa ad una musealizazzione del sito. Senza l’inserimento del sito archeologico nei percorsi turistici di ambito provinciale e regionale, il rischio è che anche quelle operazioni di “rigenerazione” divengano inutili.

La necropoli di Bonorva continua a costituire un’altra brutta storia italiana, nella quale il Patrimonio si segnala per il lungo abbandono.

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