
L’ipotesi di un ritorno di Matteo Salvini al Viminale sta perdendo quota. A Palazzo Chigi starebbe prevalendo la convinzione che, in una fase caratterizzata da forti tensioni sul fronte dell’ordine pubblico, un cambio alla guida del ministero dell’Interno rappresenterebbe un rischio politico. Ne parla oggi Repubblica, nell’articolo di Tommaso Ciriaco, citando «fonti di massimo livello», e scrive che gli ultimi episodi – dalla morte di Abderrahim Fakir durante un intervento della polizia a Bologna agli scontri in Val di Susa con oltre cento agenti feriti, fino alle polemiche sul sindaco di Bologna Matteo Lepore, finito sotto scorta dopo le minacce ricevute – avrebbero rafforzato l’idea che il Viminale debba restare affidato a Matteo Piantedosi. Secondo questa ricostruzione, Salvini verrebbe considerato una figura «troppo divisiva e troppo politica» per assumere la guida del ministero in una fase tanto delicata.
Fino a pochi giorni fa, l’ipotesi di una staffetta dopo il raduno della Lega di Pontida era invece concreta. Il piano avrebbe previsto il ritorno di Salvini agli Interni, ministero già guidato tra il 2018 e il 2019, mentre Piantedosi avrebbe potuto trasferirsi al dicastero dei Trasporti o assumere un incarico europeo.
Dietro quella valutazione ci sarebbe anche il timore, all’interno della maggioranza, della crescita politica di Roberto Vannacci. Repubblica riferisce che alcuni dati riservati esaminati dai leader del centrodestra mostrerebbero un rafforzamento del consenso dell’ex generale soprattutto nelle regioni del Nord, tradizionali roccaforti della Lega e, più recentemente, anche di Fratelli d’Italia. Proprio per questo, l’idea di affidare a Salvini il Viminale era stata vista come uno strumento per rilanciarne il profilo sul tema della sicurezza.
Negli ultimi giorni, però, la situazione sarebbe cambiata. Oltre alle tensioni nelle piazze e agli episodi di ordine pubblico, Repubblica segnala anche un’altra valutazione politica: Palazzo Chigi non vedrebbe con favore l’ipotesi che Salvini possa tornare al Viminale mantenendo contemporaneamente la guida della Lega, aprendo un nuovo fronte di tensione all’interno della coalizione. Piantedosi, dal canto suo, continua a escludere l’ipotesi di una staffetta e ribadisce di essere concentrato sul lavoro al ministero.