Ma Mereghetti conosce Tolkien?

Poco fa, scorrendo la mia bacheca di Facebook, sono incappato in un post di un amico, Giorgio Viaro, direttore di Best Movie, che partendo da un grossolano errore di Paolo Mereghetti si lascia anda...

Poco fa, scorrendo la mia bacheca di Facebook, sono incappato in un post di un amico, Giorgio Viaro, direttore di Best Movie, che partendo da un grossolano errore di Paolo Mereghetti si lascia andare a uno sfogo che personalmente condivido molto e che vorrei riproporvi.

Iniziamo dal prinicipio: l’errore di Mereghetti.

Paolo Mereghetti è uno dei più importanti critici cinematografici italiani. Per capirci: è uno dei due che ha l’onore di firmare un Dizionario dei film (Baldini&Castoldi), l’altro è Morandini (Zanichelli). Paolo Mereghetti ha pubblicato un articolo dedicato all’ultimo capitolo della trilogia de Lo Hobbit sul Corriere della Sera in cui scrive: «lo Hobbit, il volume con cui l’autore inglese aveva sfruttato il successo del Signore degli Anelli immaginandosi un prologo».

(foto tratta dal post su FB di Giorgio Viaro)

Ora, che Mereghetti non sappia che Tolkien ha scritto Lo Hobbit (pubblicato nel 1937) prima del Signore degli anelli (pubblicato nel 1954) può capitare — è una cosa che dovrebbe sapere chiunque si metta a scrivere di Tolkien, ma può capitare — quello che invece non può capitare è che uno dei più importanti critici cinematografici italiani non sappia fare una ricerca su internet e possa pubblicare uno strafalcione così grosso sul più importante quotidiano italiano di carta. Diciamo che è deciamente poco ammissibile.

Arriviamo allo sfogo di Giorgio, che su Facebook scrive:

Sembra ridicolo, ma effettivamente è un tema: il giornalismo su web è troppo spesso marginalizzato — non di rado etichettato come spazzatura —considerato di serie B rispetto al giornalismo tradizionale cartaceo. Le scuse sono ridicole: da “sul web c’è di tutto” a “sul web non si controllano le fonti”, da “sul web girano le bufale” a “sul web c’è la gente che crede nelle scie chimiche”. 

Doveroso P.S.: Stamattina ho scritto un post su questo blog isostenendo un crowdfunding che si chiama #Tuttipossonosbagliare, in difesa di un collega freelance mio coetaneo — 32 anni — che ha fatto una cazzata e ora deve pagare 8mila euro. Ora sto per scrivere invece un post indignato che parla di un errore di un altro collega, non freelance e non coetaneo di circa tre decenni, facendogli le pulci. Non è un paradosso, perché qui il tema è che sui due piatti della bilancia del confronto c’è, da una parte, un trentenne che guadagna una decina di migliaia di euro all’anno e che per un errore deve pagare 8mila euro, dall’altra c’è uno dei più rispettati critici cinematografici italiani, che probabilmente i 10mila euro del freelance li mette insieme in due mesi, e che, dopo aver scritto una boiata, non deve nemmeno chiedere scusa.

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