La lezione di Chiara Ferragni

Questa che segue, che raccolgo da Unotre.com, è una gran lezione di vita ai tempi dei social network. Cosa è successo: A. il 12 febbraio la fashion blogger italiana Chiara Ferragni è andata in visi...

Questa che segue, che raccolgo da Unotre.com, è una gran lezione di vita ai tempi dei social network.

Cosa è successo:

A. il 12 febbraio la fashion blogger italiana Chiara Ferragni è andata in visita ad Harvard per spiegare agli studenti come sia possibile mettere su una baracca dal niente che parla di moda e che arriva a valere 8 milioni di dollari

B. si è fatta fare una foto in posa nei locali della biblioteca della prestigiosa università e l’ha postata su Instagram. Questa:

C. è stata presa un po’ in giro da un po’ di gente, su Instagram, su Facebook e sul blog di Massimo Mantellini — con l’accusa di avere in mano il libro storto. Le hanno scritto, tra le altre cose: «Dategli una zappa e fatela zappare», «Piuttosto direi che l’immagine spiega alla perfezione quanto ad Harward sono stati coglioni ad invitarla».

D. qualcuno fa notare che il libro non è al contrario, perché ad Harvard la catalogazione funziona così.

La lezione: siamo sempre pronti a sottolineare le figuracce degli altri. Anzi, più che pronti, siamo impazienti di farlo. Stiamo affinando un’abilità tanto straordinaria quanto inutile di cercare il diavolo nei dettagli, tanto che ci capita anche di mettercelo noi il diavolo, quasi presi dall’ansia che debba esserci.

Questo ha fatto domenica Massimo Mantellini prendendo in giro Chiara Ferragni, e ha sbagliato. Io ho fatto una cosa simile settimana scorsa: ho visto un errore grossolano nel sito di Expo, l’ho preso in giro e poi mi sono reso conto che l’errore grossolano l’avevo fatto io, perché quello non era il sito di Expo, come il libro che ha in mano Chiara Ferragni non è storto. 

La lezione mi sembra chiara e anche spiegata abbastanza bene. Io, almeno, ho preso appunti.

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