Parlare con i limoniIl complotto della lobby gay

1969. Nei cinema italiani esce “Vedo nudo”, regia di Dino Risi. Nino Manfredi interpreta il protagonista, Ercole, impiegato delle poste. Ercole nasconde un segreto; nell’intimità della sua casa, do...

1969. Nei cinema italiani esce “Vedo nudo”, regia di Dino Risi. Nino Manfredi interpreta il protagonista, Ercole, impiegato delle poste. Ercole nasconde un segreto; nell’intimità della sua casa, dove nessuno può vederlo, si veste e si acconcia da donna. Intrattiene una relazione epistolare con un uomo di Torino, Carlo Alberto, facendosi chiamare Ornella. Ercole/Ornella non è una macchietta, la recitazione di Nino Manfredi è intensa e delicata, la sua figura è tratteggiata con una profonda umanità e rispetto che ancora oggi è difficile da trovare.

Era il 1969. La rivoluzione sessuale stava travolgendo anche l’Italia democristiana, bacchettona e perbenista dell’epoca. Chissà se uscisse oggi come sarebbe accolto. Probabilmente qualcuno vedrebbe in un film dove un uomo che si sente donna non viene condannato o stigmatizzato come l’ennesimo prodotto della fantomatica lobby gay.

Il complotto della lobby gay (o lobby LGBT e lobby omosessualista in altre definizioni) è molto popolare negli ambienti ultracattolici,  nell’estrema destra e in diversi ambienti complottisti. Si sostiene l’esistenza di una potente oligarchia gay, infiltrata nella politica e nelle istituzioni che vuole distruggere la famiglia, cancellare le differenze fra uomini e donne, creare una sessualità fluida, educare e plagiare i bambini in un mondo stravolto nelle sue leggi naturali e morali e piegato ai capricci di una minoranza.

Tale lobby agisce nel nome della cosiddetta “ideologia gender” che vorrebbe imporre a tutti, specialmente ai più piccoli. Cosa sia questa ideologia gender, talvolta citata anche da religiosi autorevoli, è ancora un mistero. Non si trova una pubblicazione o un sito Web indipendente che ne parli. Nessuna associazione gay ne parla. Anzi per l’associazione italiana psicologi, il concetto di “ideologia del gender” non ha nessuna consistenza scientifica. I complottisti dicono che la lobby occulta l’ideologia gender dietro le finte sembianze delle battaglie per i diritti e per il rispetto. Un grande piano mondiale per imporre qualcosa di segreto, nascosto e sconosciuto. L’ideologia gender sembra quasi le scie chimiche della sociologia.

Come molte teorie del complotto queste idee partono da una base vera e realmente esistente: i gender studies, che sono un’evoluzione del dibattito filosofico femminista degli anni ’70. Riporta Carlo Galli ne “Il pensiero politico contemporaneo – Il Novecento e l’età globale”: “I gender studies hanno profondamente trasformato lo statuto e la pratica di discipline diversissime, dalla critica letteraria alla storiografia. Il dibattito femminista pone in discussione temi fondamentali, come la distinzione fra sex e gender (ovvero tra posizioni che attribuiscono alla differenza sessuale una rilevanza sessuale simbolico-politica ‘incarnata’ in un corpo e quelle che considerano la stessa dicotomia uomo/donna alla stregua di un prodotto storico e culturale).”

I gender studies quindi non negano la differenza biologica fra maschio e femmina, ma sostengono che il ruolo, le caratteristiche che vengono tradizionalmente attribuiti a un maschio o ad una femmina sono costruzioni culturali che cambiano con il cambiamento della società. Secondo l’associazione italiana psicologi, questi studi hanno contribuito a ridurre i pregiudizi e le discriminazioni. Che poi i ruoli sociali attribuiti a uomo o a una donna cambiano col cambiare della società è un concetto palese, sotto gli occhi di tutti: cent’anni fa il ruolo sociale delle donne era diverso da quello attuale. Dunque esiste un sesso biologico e un’identità di genere.

E’ bene ribadire che i gender studies sono dei semplici studi, ricerche scientifiche e non un’ideologia come il comunismo o il fascismo.

A volte, alcune persone –per motivi che la scienza ancora non conosce– vivano un conflitto fra il loro sesso biologico e l’identità del genere. Come Ercole che si sente donna pur essendo biologicamente uomo. E’ la disforia di genere.

L’omosessualità invece è un orientamento sessuale. Un gay o una lesbica generalmente non vive alcun conflitto fra il suo sesso biologico e la sua identità di genere. Solo che prova attrazione per le persone del suo stesso sesso e non per quelle del sesso opposto.

La verità è che l’ideologia gender e il complotto della lobby gay non esistono. Sono solo paranoie e bandiere di chi cerca una giustificazione morale alle sue battaglie contro ogni concessione e diritto. Per molti secoli l’antisemitismo veniva giustificato con l’esistenza di una lobby ebraica che voleva dominare il mondo. Oggi è il turno della lobby gay. Criminalizzare le minoranze è un orrore che l’umanità non riesce proprio a scrollarsi di dosso. 

@fabio_990

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