Penso dunque cliccoA Catania inaugurazione col prestanome del boss mafioso

Tra antimafia di carta, cartone e cartoncinoe chi cerca di combatterla davvero forse iniziano davvero ad affiorare le differenze. Non sappiamo se l'assessore Orazio Licandro insieme al Sindaco Bian...

Tra antimafia di carta, cartone e cartoncinoe chi cerca di combatterla davvero forse iniziano davvero ad affiorare le differenze. Non sappiamo se l’assessore Orazio Licandro insieme al Sindaco Bianco siano caduti in un tragico errore organizzativo o il tutto sia frutto di una insostenibile “leggerezza”. Sappiamo però come sono andate le cose, quali sono i fatti. In questi giorni molti commentano la foto che ritrae l’assessore Orazio Licandro, Enzo Bianco e Mimmo Di Bella proprietario della discoteca Empire ritenuto dalla magistratura prestanome del boss Ieni del clan Pillera-Puntina che già dal 2006 si sapeva chi fosse. A confermalo le parole degli inquirenti.

“I provvedimenti di sequestro e confisca traggono origine dalla proposta avanzata dalla Procura della Repubblica e dalla Questura di Catania, a seguito dell’arresto di IENI avvenuto in data 29.06.2006, ad opera della Squadra Mobile e della Guardia di Finanza di Catania, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 23.06.2006 dal GIP presso il Tribunale di Catania (operazione denominata ATLANTIDE), in quanto gravemente indiziato in ordine ai reati di associazione di stampo mafioso perché, unitamente a numerosi altri soggetti, faceva parte della associazione di tipo mafioso “PILLERA-PUNTINA”, finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti contro la persona (ivi compresi gli omicidi, al fine di mantenere i rapporti di forza nel territorio e di tutelare gli stessi membri della consorteria), delitti contro il patrimonio (rapine, furti ed estorsioni), nonché delitti di altro genere, quali quelli relativi al traffico di sostanze stupefacenti

In tale contesto, dai riscontri investigativi e giudiziari nonché dalle numerose dichiarazioni concordanti fornite all’autorità giudiziaria da diversi collaboratori di giustizia, è emerso chiaramente che anche la proprietà degli immobili e della discoteca “EMPIRE” di Catania, sebbene intestata a terzi, sono da ricondurre a pieno titolo a IENI Giacomo Maurizio, in quanto realizzati con le ingenti risorse provenienti dalle illecite attività svolte dall’associazione mafiosa “Pillera-Puntina”.

Quindi nel 2006 la Procura della Repubblica di Catania e la Guardia di Finanza mettono sotto sequestro 53 milioni di euro di beni tra cui la Società Empire Srl che formalmente risulta intestata a Mimmo Di Bella, ma che per le forze dell’ordine è riconducibile agli affari mafiosi del clan Pillera-Puntina.

Il 9 ottobre a Catania viene inaugurata la “strada degli artisti”. L’Assessore alla Cultura e al Turismo Orazio Licandro ha commentato l’iniziativa, nata dalla collaborazione del Comune con l’Empire, uno dei locali storici della città, l’Accademia di Belle Arti e l’Associazione Artistica e Culturale Zen Art responsabile del programma degli eventi, sottolineando come “La sinergia pubblico-privato riempie la città di contenuti: il segno del nuovo è l’accensione in diverse zone di Catania di tanti piccoli focolai culturali“. “Prevediamo – hanno affermato Daniela Costa, docente di grafica dell’Accademia ed esponente di Zen Art e Mimmo Di Bella dell’Empire – il coinvolgimento di artisti già affermati e nuove leve non soltanto nel settore delle arti figurative. Ci saranno concerti dal vivo, spettacoli teatrali, manifestazioni di danza e di poesia e anche esibizioni di artisti di strada”.

A diffondere le foto dell’evento sono la società Empire Srl e il Comune di Catania proprio per testimoniare la reciproca vicinanza. Ma Il 15 ottobre la discoteca Empire viene confiscata alla mafia perché, come emerso e come detto, era già noto come nell’operazione del 2006 l’attività fosse riconducibile al Clan mafioso Pillera-Puntina.

Avvenimento che ha solo confermato un fatto già avvenuto e reso pubblico nel 2006: l’Empire è sarebbe gestito da un prestanome della mafia. L’Assessorato alla Cultura del Comune di Catania ha stretto una “collaborazione” con un’impresa che per la magistratura sarebbe legata alla mafia. L’amministrazione comunale diffonde subito dopo la confisca della Empire Srl un comunicato in cui afferma: “Per quanto riguarda l’inaugurazione della “Strada degli artisti”, avvenuta qualche giorno fa, si ricorda come si sia trattato di un intervento di riqualificazione urbana al quale hanno concorso diversi soggetti, dall’Accademia di Belle arti, ad associazioni, a privati. E che questi privati non erano mai stati oggetto di provvedimenti da parte dell’Autorità giudiziaria”.

Che i privati coinvolti, ovvero la Empire Srl, non fossero oggetto di provvedimenti da parte dell’Autorità giudiziaria è un’affermazione falsa, smentita sia dalle notizie di stampa diffuse dal 2006 sia dalle dichiarazioni della Procura della Repubblica di Catania. Un’altra dichiarazione viene diffusa dall’assessore alla Cultura che sottolinea come non vi fosse “alcuna diretta collaborazione sulle attività”. Ma anche questa è una notizia falsa. Proprio l’assessore Licandro qualche giorno prima rivendicava l’attiva collaborazione con l’Empire Srl.

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