Faust e il GovernatoreMentre a Londra viene eletto un sindaco musulmano di origini pachistane, a Milano si nega una moschea

Una delle più belle notizie degli ultimi mesi è senz'altro l'elezione del laburista Sadiq Khan sindaco di Londra. Khan ha 45 anni ed è figlio di due immigrati pachistani. È nato a Tooting, nel sud ...

Una delle più belle notizie degli ultimi mesi è senz’altro l’elezione del laburista Sadiq Khan sindaco di Londra. Khan ha 45 anni ed è figlio di due immigrati pachistani. È nato a Tooting, nel sud di Londra, ed è cresciuto con sette fratelli in una casa popolare con tre stanze. Il padre lavorava come autista di autobus, la madre come sarta. I suoi genitori – che prima del 1947 erano indiani musulmani – si rifugiarono in Pakistan dopo la partizione dell’India nel 1947, da cui nacque lo stato pachistano.

Per sancire il fatto che sarà il sindaco di tutti, il primo giorno dopo l’elezione Khan è andato a commemorare l’Olocausto con il rabbino di Londra Ephraim Mirvis. “Mi ha commosso incontrare i sopravvissuti agli inimmaginabili orrori dell’Olocausto così come i loro figli, nipoti e anche i pronipoti”, ha detto Khan al termine della cerimonia.

Avere un sindaco musulmano moderato nella città più multiculturale d’Europa è un segnale importantissimo. Solo dimostrando che i musulmani estremisti sono solo una frangia da combattere – dai musulmani stessi – si può vincere la battaglia contro l’ISIS.

Mentre Londra si apre al mondo, qui a Milano Matteo Salvini, Maurizio Lupi e il mondo cattolico bigotto si oppone alla costruzione di una moschea. Anche il candidato sindaco Stefano Parisi non ha mosso un dito per la difesa del diritto di preghiera dei musulmani residenti a Milano (più di 120mila). Ha ragione Fabrizio Ravelli di Repubblica: ““Salvini è d’accordo con me”. Così Stefano Parisi nell’intervista a questo giornale risponde a una domanda sulle moschee a Milano. E spiega: “Prima serve una legge nazionale che aiuti i sindaci a verificare chi sono i finanziatori e per essere sicuri che in quelle moschee i sermoni siano in italiano”. Tradotto: campa cavallo che l’erba cresce”.

Caro Parisi, un politico serio dovrebbe fare meno demagogia e non lisciare il pelo all’elettorato più becero.

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