Blog Notes di MartaDomenica scorsa a Milano a Teatro in nome della performance, per grandi ma anche per bambini

Teatro di prosa, addio. Almeno per domenica scorsa. Sono stati infatti due gli appuntamenti con il mimo, il teatro fisico, senza parola, e la danza contemporanea che si sono svolti a Milano al Filo...

Teatro di prosa, addio. Almeno per domenica scorsa. Sono stati infatti due gli appuntamenti con il mimo, il teatro fisico, senza parola, e la danza contemporanea che si sono svolti a Milano al Filodrammatici e in Triennale al Crt Teatro dell’Arte. Che su un palcoscenico sia necessario raccontare una storia per interessare un pubblico di non addetti ai lavori e soprattutto minore di 10 anni, è una falsa credenza. Lo dimostra la platea affollata persone di ogni età (e fra il pubblico anche tanti sordomuti) del Teatro Filodrammatici (www.filodrammatici.eu) per tutte le date di Paolo Nani, l’attore ferrarese (1956) che risiede in Danimarca e sa veramente conquistare il mondo intero con i suoi spettacoli: dal 12 ancora fino ad oggi, domenica 18, alle ore 16 (il 14 e 16 l’attore era in scena anche con “Jekyl non Ice!” in prima nazionale), le prime file del teatro sono state e saranno occupate da bambini che hanno animato e animeranno anche con le loro risate ed entusiasmo uno spettacolo già di per sé movimentato. Nani porta in scena “La Lettera”, spettacolo che interpreta dal 1992 (ha superato le 1200 repliche) e che ha già girato tutto il mondo. Dalla Groenlandia al Cile, dalla Turchia alla Cina, fino in Norvegia e in Giappone, non è necessario conoscere l’italiano per ridere, stupirsi, divertirsi e ammirare l’attore che per 15 volte ripete la stessa identica azione in modo diverso: un uomo entra in scena, si siede a un tavolo, beve un sorso di vino, lo sputa, contempla la foto della nonna e scrive una lettera. Quindi la imbusta, la affranca e sta per uscire, ma gli viene il dubbio che nella penna non ci sia inchiostro. Controlla e constata che non ha scritto niente. Deluso, esce. E poi rientra, per 15 volte con altrettanti varianti: all’indietro, senza mani, horror, circo, e tante altre ancora. Lo spettacolo è liberamente ispirato ad “Esercizi di stile”, testo dello scrittore francese Raymond Queneau: secondo Nani, che dopo lo spettacolo si ferma a parlare con il pubblico, “nessuno nel campo del cabaret ha inventato qualcosa che vada oltre a questo libro”. Siè parlato di linguaggi contemporanei nello spettacolo dal vivo anche nella serata conclusiva di Exister, il festival di danza contemporanea in Triennale al Crt Teatro dell’Arte (www.exister.it, www.triennale.org): sempre domenica scorsa dalle 19.30 il gruppo di visual design Karmachina, nato a Milano nel 2013, ha lavorato sul rapporto tra immagine e suono con video, installazioni e film. Prima, infatti, sono stati presentati tre video per introdurre al loro linguaggio, in cui l’invenzione stimola nuove creazioni in un flusso inarrestabile. Alle 21.30 è stata la volta di “K-Codex”, la performance audio-visiva del gruppo a partire dal “Codex Seraphinianus”, un libro scritto e illustrato con oltre mille disegni astratti dall’artista italiano Luigi Serafini tra il 1976 e il 1978. Si tratta di un’enciclopedia scritta in una grafia indecifrabile, eppure gli artisti visuali di Karamachina con i suoni del percussionista Michele Ribbia rappresenteranno dal vivo le immagini di un best seller definito dalla critica il “libro più strano del mondo” (entrambi gli appuntamenti erano ad ingresso libero).

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