Lost in BusinessLinkedIn funziona ma non nel momento del bisogno (fatevene una ragione)

Il vero problema di chi non riesce su LinkedIn è che "usa" LinkedIn. Quando Claudio perse il lavoro, dopo 20 anni nella stessa azienda, gli fu consigliato di iscriversi su LinkedIn. Lo stesso cons...

Il vero problema di chi non riesce su LinkedIn è che “usa” LinkedIn.

Quando Claudio perse il lavoro, dopo 20 anni nella stessa azienda, gli fu consigliato di iscriversi su LinkedIn. Lo stesso consiglio venne dato a Paolo che da poco aveva finito l’università ed ancora non riusciva a trovare il suo primo impiego. Anche Chiara dopo alcuni dubbi non riuscì a resistere al richiamo del social dei professionisti, nel suo caso l’esigenza era quella di trovare clienti per la sua attività di consulenza.
Francesco invece continuava a ricevere inviti ad iscriversi tramite mail ma per queste cose non aveva tempo; la sua posizione lavorativa era più che florida.

Claudio, Paolo, Chiara e Francesco sono persone più reali di quanto possa sembrare e rappresentano bene l’approccio sulla piattaforma del lavoro e dei lavoratori. Bisognerebbe conoscere la loro storia e ricordarsene ogni qual volta si legge uno sfogo del tipo “LinkedIn non serve a niente”.

E’ vero: LinkedIn non serve a niente

Non serve se si continua a pensare un social come una medicina e come una medicina ad ogni male. Rimanendo in campo medico bisogna semplicemente capire che non tutto può essere guarito con un antidolorifico e che niente può curarsi se non si conoscono bene i sintomi e l’anamnesi del paziente.
Se hai un forte dolore allo stomaco non sempre è indigestione, potrebbe anche essere che hai appena preso un pugno ben piazzato.

Allo stesso modo LinkedIn può essere una grande opportunità o una grande delusione, ma la verità è che dipende più da te che dalla piattaforma.

Il consiglio è quello di non usare LinkedIn

Sono alcuni mesi che mi interrogo su un quesito linguistico: è corretto usare un social? La Crusca dice di sì ma non sono convinto che sia la cosa giusta da fare, tantomeno riguardo a LinkedIn.
Ogni qual volta usiamo e trattiamo LinkedIn in questo modo i risultati sono negativi, sempre inferiori alle aspettative, che invece sono esageratamente ottimistiche.

Il problema di usare è dato dal fatto che implica due grandi fattori:

  • – Il bisogno
  • – Un fine immediato

In questo caso i nuovi o (ri)nuovi utilizzatori di LinkedIn sono sempre persone in difficoltà: chi ha perso il lavoro, chi non riesce a trovarne uno, chi non riesce a trovare clienti. Insomma si tratta di Claudio, Paolo, Chiara e persino Francesco che anni dopo ha perso il lavoro anche lui e si è deciso ad usare LinkedIn.
Il fine immediato è ottenere un fine immediato, un veloce lieto fine, lavoro e clienti in tempo breve, meglio ancora brevissimo.

Il bisogno e la ricerca di un fine immediato causa inoltre un approccio sempre sbagliato: porta ad osare quando sarebbe meglio temporeggiare, aggredire quando sarebbe meglio conciliare, esporsi quando sarebbe meglio aspettare che siano gli altri a notarti. Porta insomma a tanta delusione e frustrazione che sfocia nel dire LinkedIn non serve a niente ma suona più come “lo ammetto, non ce la faccio”
Niente di buono.

La verità è che LinkedIn non si usa e non si usa nel momento del bisogno

Anche se molti non vogliono guardare in faccia la realtà, la situazione è davvero semplice: LinkedIn non c’entra nulla con LinkedIn, non è questione di formule e grandi foto.
Il vero significato di LinkedIn, la cifra, l’essenza è il networking. E qui dobbiamo ammettere che, specie in Italia, non ci capisce niente nessuno.

Il networking è quell’attività in cui imprenditori e uomini di affari si incontrano per creare rapporti commerciali ed opportunità di business. LinkedIn è questo. Il networking è una relazione reciproca di dare e avere ed è una questione di persone e tra persone.

Ogni qual volta usi LinkedIn è come se stai usando le persone. Ed usare le persone non porta mai niente di buono.
Il punto dunque è che tutte le persone che non riescono su LinkedIn non riescono perché lo usano.

Concentrarsi su come funziona LinkedIn, come usare LinkedIn è inutile o, se vogliamo, è utile quanto un corso di dattilografia per scrivere un grande romanzo.

No, LinkedIn non è questione di algoritmi ma questione di persone e di networking. E la verità, come ha scritto Osvaldo Danzi è che:

“Nella ricerca di un nuovo lavoro la possibilità di successo sarà proporzionale alla capacità di relazioni e networking che avrete instaurato nei 4 anni precedenti al momento del bisogno. (…) Cercare la rete solo quando si è in difficoltà è da perdenti.”

Ed infatti Claudio, Paolo, Chiara e Francesco (e chiunque usi LinkedIn) sono destinati a perdere.

Il mio consiglio è dunque di usare coltello e forchetta a tavola, lo spazzolino per lavarsi i denti ed il fon per asciugare i capelli, specie in Inverno.
Su LinkedIn invece fai networking e parla con le persone.

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