Blog Notes di MartaEugenio Finardi e la sua “Musica ribelle” in teatro

La parola “ribellione” aveva un senso negli anni Settanta. Oggi “non abbiamo fatto niente di ciò che predicavamo: allora ci si drogava, si credeva, per cambiare il Mondo. Nel 2000 i giovani si drog...

La parola “ribellione” aveva un senso negli anni Settanta. Oggi “non abbiamo fatto niente di ciò che predicavamo: allora ci si drogava, si credeva, per cambiare il Mondo. Nel 2000 i giovani si drogano per assuefarsi al Mondo”. A parlare è Eugenio Finardi, la stessa voce melodiosa che nel 1976 nel Parco Lambro voleva “fare del rock come atteggiamento, come forza, anche come carica rivoluzionaria”. Il clima di ideali e di entusiasmo nella ricerca di un cambiamento che animava i giovani degli anni Settanta anni è raccontato nello spettacolo di teatro musicale (“non è un musical lustrini e pailettes”) dal titolo “Musica ribelle, opera rock” che debutta a Milano il prossimo 29 settembre al Teatro Nuovo sulle note di “Sugo”, il secondo album di Eugenio Finardi e che contiene la canzone che dà il titolo allo spettacolo. Eppure il lavoro non è solo una descrizione del clima acceso degli anni Settanta: fino all’8 ottobre, infatti, un cast di 8 attori accompagnati da 3 musicisti porteranno in scena uno spettacolo sulla musica come occasione di incontro generazionale e allo stesso tempo come studio sulle differenze tra due epoche storiche quali gli anni ’70 e oggi. La nuova produzione di Todomodo e Bags Entertaiment su un’idea e soggetto di Pietro Contorno, drammaturgia di Francesco Niccolini e per la regia di Emanule Gamba, infatti, riflette sulle differenze e le similitudini di significato raccolte nella parola “ribellione” in due epoche distanti più di quarant’anni: la vicenda si apre nel 2017, in un vecchio scantinato a Milano, da tempo in disuso. Una street gang di giovani rapper, graffitari e dj vogliono preparare un rave notturno, e hanno bisogno di una settimana massimo per organizzarlo. Non oltre, anche per non insospettire il proprietario della cantina, il signor Hugo, Massimo Olcese, con cui la leader giovanissima della band, Lara93 (non usa il suo vero nome, ma solo il suo nickname per proteggersi), Mimosa Campironi, spesso si trova comunque a disquisire. Con un salto temporale si balza nel 1973, la cantina rimane la stessa: qui si riunisce un collettivo politico che usa lo spazio come sala prove, stamperia, come radio libera e come luogo di ritrovo. Il leader del gruppo è Vento, Federico Marignetti, ragazzo ribelle, sempre “contro”, impegnato politicamente ma anche un po’ superficiale. Uno spettacolo “trans-generazionale”, che sconfina da un’epoca all’altra continuamente e che unisce prosa e musica. Del resto “quando si diventa conosciuti si ha la possibilità di essere interpretati –dice Finardi-: questo non è uno spettacolo su di me, usano la mia musica, ma per un lavoro loro”. E non è un’affermazione per prendere le distanze dal progetto e dallo spettacolo, anzi: “esattamente come accadeva negli anni Settanta: ogni cosa era mia, e di tutti. Dementrio Stratos, Bennato, me… le nostre canzoni non ci appartengono, sono della gente”. In uno spettacolo che è insieme un’analisi storica e una presa di coscienza sul presente: “ I giovani di oggi sono più consapevoli- conclude Finardi-. Se stanno succedendo certe cose nel Mondo (vedi inquinamento) è anche colpa nostra”. Il 3 ottobre, ore 18, si svolgerà la conferenza incontro “Musica ribelle di ieri, oggi e domani” con Eugenio Finardi , Enzo Gentile (giornalista e scrittore) Maurizio Corbella (musicista e musicologo, docente all’Università degli Studi di Milano), Franco Mussida (Musicista, compositore e Presidente del CPM Music Institute), L’Aura (Cantautrice), Kiave (Rapper italiano) e i protagonisti dello spettacolo Musica Ribelle/opera rock, ingresso libero. Teatro Nuovo, piazza San Babila 3, Milano. 29 settembre-8 ottobre, ore 20.45. domenica ore 15.30. sabato 30 settembre doppio spettacolo ore 15.30 e 20.45. Tel. 02-794026, www.teatronuovo.it, prenotazioni@teatronuovo.it

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