MarginiCombattere il Lato Oscuro

Nel libro - che consiglio caldamente - "Menti sospettose" di Robert Brotherton, Bollati Boringhieri 2017, si parla di una caratteristica costante di tutte le narrazioni complottistiche: la convinzi...

Nel libro – che consiglio caldamente – “Menti sospettose” di Robert Brotherton, Bollati Boringhieri 2017, si parla di una caratteristica costante di tutte le narrazioni complottistiche: la convinzione cioè, da parte dell’eroe, di stare dalla parte del Bene ed essere avversato dal Male apparentemente onnipotente. Il male è sempre “oscuro” e agito da trame nascoste (ad esempio gli Arconti gnostici, o i rettiliani di Icke), e la sua potenza pare irrefutabile e inarrestabile, mentre il Bene appare debole e minoritario. In questa polarizzazione c’è probabilmente una radice archetipica che agisce nell’inconscio collettivo: il Bene che sconfigge il male e che deve attraversare vari tipi di peripezie. La posizione del Bene appare talvolta quella di una minoranza in apparente svantaggio, che anzi rivendica la propria natura di “minoranza in svantaggio” per catalizzare il nostro amore archetipico per i perdenti. Dice Brotherton: «Le migliori teorie del complotto presentano tutti gli armamentari della classica storia del perdente. Il nemico è formidabile. Dai savi di Sion al Nuovo Ordine Mondiale, dal complesso bellico-industriale al Big Pharma, i nomi dei cospiratori enfatizzano il loro presunto strapotere e l’enorme influenza. Come ogni cattivo che si rispetti, tuttavia, anche i cospiratori hanno un loro punto debole che può risultare fatale: se solo i loro sistemi potessero essere portati alla luce, il nemico diventerebbe impotente» (p. 177)

(Le precedenti considerazioni sono state ispirate da questo articolo nel quale il vice presidente del Consiglio parla di “Lato oscuro” dello Stato, che si opporrebbe al Governo pentastellato. Occorrerà – prima o poi – fare una seria analisi del dispositivo dell’immaginario complottista nel consenso al discorso pubblico dei populisti.)

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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