E(li's)booksVerso casa di Assaf Inbari. Recensione

Il miglior libro che abbia mai letto sulla nascita e il declino del kibbutz e sulla conseguente, profonda trasformazione dell’anima d’Israele. (Amos Oz)

Il libro di oggi è Verso casa di Assaf Inbari

Il libro

Negli anni ’20 del Novecento un gruppo di giovani ebrei lascia l’Unione Sovietica e si trasferisce nella Palestina mandataria. Ragazzi uniti dal desiderio di realizzare una società più giusta e inaugurare un nuovo modo di essere ebrei. L’insediamento nella realtà mediorientale si rivela però difficile: il lavoro è massacrante e il caldo insopportabile, la convivenza con gli arabi tutt’altro che pacifica e la nostalgia di casa fa capolino nelle ore più buie. Eppure, in quella terra dura, i giovani pionieri riescono a far nascere il kibbutz Beth Afikim, il vero protagonista di questa storia. I tanti personaggi che lo popolano sono tutti comprimari, tutti essenziali affinché il kibbutz abbia voce, cuore e mani. Seguendo le vicende di questi giovani sognatori ci ritroviamo immersi in un microcosmo multiculturale traboccante di vita, dove anche i più piccoli gesti quotidiani e le parole più banali hanno la forza del racconto epico. Dal sogno socialista fino agli anni della privatizzazione, Assaf Inbari ripercorre quasi un secolo di storia israeliana. “Verso casa” è biografia di un luogo e narrazione corale, ma è soprattutto un romanzo di formazione e di formazioni: adolescenti diventano uomini e spazi diventano geografie, mentre uno Stato si scopre improvvisamente adulto, con i suoi ricordi d’infanzia da condividere.

La mia lettura

Ho dedicato diversi giorni a questo libro, pur avendo io la capacità di leggere centinaia di pagine velocemente (deformazione professionale) nel caso di Verso casa, romanzo d’esordio di Assaf Inbari ho avuto necessità di concentrarmi per riuscire a cogliere correttamente il fulcro del romanzo.

L’argomento è complesso dal momento che l’autore narra della nascita del kibbutz Beth Afikim e i personaggi che gravitano attorno all’evento sono (oltre che  numerosi, al punto da doverli elencare uno per uno all’inizio del libro per consentire al lettore di orientarsi) l’emblema stesso dell’epopea di un popolo o forse è più corretto dire di una nazione.

Lonya, Clara, Lassia, sanno di avere una enorme responsabilità, vogliono “costruire” una casa che li accolga in Palestina, nella Valle del Giordano, i fatti si svolgono al tempo della Diaspora in Unione Sovietica, il sogno di questi ragazzi è riuscire a vivere una vita più giusta con meno disequilibri tra le classi sociali, è il sogno di una comunità che abbraccia ideologie socialiste contrarie al consumismo.

Verso casa racconta minuziosamente e con grande trasporto emotivo un periodo storico importante, impossibile non lasciarsi coinvolgere dal fuoco che arde nei petti di questi giovani disposti a tutto pur di contribuire a creare un mondo migliore per se stessi, per la loro gente, c’è Israele, c’è l’Europa intera nel romanzo di Assaf Inbari che, ricordo, è cresciuto in un kibbutz.

E’ bello l’idealismo di questi giovani e “l’apparir del vero” è per loro, come per noi che leggiamo, duro da sopportare perché di fatto non hanno trovato una casa, erano persone non gradite in Unione Sovietica e persone non gradite in Palestina. Gli sarebbe bastato riuscire a crearlo il loro Stato, anche se fosse durato due settimane!

Argomenti complessi affrontati con la leggerezza della gioventù, i toni non sono mai tragici, è necessario precisare che il romanzo è uscito, in lingua originale, nel 2009 per cui l’impatto che ha avuto allora anche su personalità come Amos Oz e Shimon Peres è da ricondurre ad un momento storico diverso rispetto a quello attuale.

Una bella prosa, seria e lieve allo stesso tempo, un romanzo importante, sicuramente da leggere.

Verso casa – Assaf Inbari – Giuntina (traduzione di Shulim Vogelmann,Rosanella Volponi) Pp 300 € 17,10

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