E(li's)booksIl decoro di David Leavitt esce oggi in anteprima mondiale. Recensione

“Tenere Trump lontano dalla Casa Bianca è più importante che salvaguardare il principio di libere elezioni?”

Il decoro di David Leavitt è la mia anteprima di oggi!

Il libro

Qualche giorno dopo l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti, in una lussuosa villa del Connecticut, alcuni amici newyorkesi appartenenti all’alta borghesia intellettuale si ritrovano per riprendersi da quella che considerano la più grande catastrofe politica della loro vita. Eva Lindquist, la padrona di casa, propone una sfida. Chi di loro sarebbe disposto a chiedere a Siri come assassinare Trump? Nessuno, a eccezione di un cinico editore, raccoglie la provocazione. Gli amici progressisti di Eva e del marito Bruce con la loro pavida reazione introducono uno dei temi portanti del romanzo: la paura di fronte a un nuovo clima politico. Delusa dal suo paese, dove non si sente più “a casa” e al sicuro, Eva decide di partire per Venezia, città che ha conosciuto e amato in gioventù. Lì, quasi per caso, visita un affascinante appartamento e decide di acquistarlo. Il soggiorno in quella città la aiuta a cercare un nuovo modo di immaginare il mondo. Intorno a quello di Eva si intrecciano i destini degli altri personaggi.

La mia lettura

Di Il decoro di David Leavitt si è già parlato tanto perché esce prima in Italia e poi negli USA (a ottobre), è un evento dunque e l’autore di Ballo di famiglia, L’uomo che sapeva troppo, La lingua perduta delle gru ecc non ha tradito le mie aspettative.

I personaggi di Il decoro si materializzano, prendono le sembianze di tanti intellettuali americani che seguo su Twitter che dibattono quotidianamente sul “trumpismo”, sulla retorica della paura che è stata da subito alla base del linguaggio di Trump.

Il terrore verso il clima politico che si prospetta in Il decoro è tangibile, la storia si svolge tra il 2016 e 2017, subito dopo le elezioni di Trump, molti americani sembrano convinti che il loro Paese sia in pericolo e sull’orlo della catastrofe per cui bisogna agire e dare fiducia ad un uomo che esalta il “nativismo” ponendosi esattamente all’opposto del Presidente Obama che ambiva a collegare le razze, i credi e le classi sociali.

Perché i personaggi di  Il decoro vogliono scappare dagli Stati Uniti? Perché con Trump la cultura americana ha cambiato le sorti di equità e inclusività in gerarchia ed esclusività.

I “Make America Great Again” e “America First” di Trump legittimano populisti, conservatori e anti-immigrati, anti-musulmani, antisemiti e anti-LGBTQ e Eva Lindquist e gli altri lo sanno ma chi ha il coraggio di fare davvero qualcosa per opporsi a un cambiamento catastrofico?

L’edizione americana di Il decoro si intitolerà Shelter in Place e non posso fare a meno di pensare che sia una sorta di monito per gli americani che a novembre dovranno decidere le loro sorti con il voto …

Una lettura molto molto piacevole ma come potrebbe essere altrimenti? E’ David Leavitt!

“L’americanismo” di Bruce, Min, Eva, Jake fa riflettere, ogni “ismo” necessita di qualcuno adatto a incarnarlo, aspettando di vedere come andrà a finire … nella realtà, speriamo almeno che il mondo possa liberarsi del “trumpismo”.

“Se la forza dei nostri sentimenti fosse proporzionale agli  eventi che li provocano, il mondo non sarebbe il posto che è”

“Certe volte avere una determinata cosa conta più di tutto”

“Gli uomini non sopportano troppa realtà (cit Burnt Norton di T.S. Eliot)”

Il decoro di David Leavitt

Traduzione:Fabio Cremonesi, Alessandra Osti

Editore: SEM

Pp 352 € 16,15 brossura su IBS e € 8,99 ebook

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