E(li's)booksMotel life di Willy Vlautin da oggi in libreria. Recensione

La sfortuna si abbatte sulla gente ogni giorno. È una delle poche certezze nella vita.

Il libro che vi consiglio oggi è Motel life di Willy Vlautin.

Dal romanzo fu tratto il film The Motel Life (2012), diretto dai fratelli Alan e Gabe Polsky, con protagonisti Emile Hirsch e Stephen Dorff, premiato al Festival Internazionale del Film di Roma nel 2012, dove vinse il Premio del Pubblico e il premio per la miglior sceneggiatura.

Il libro

Due fratelli in viaggio lungo le strade del Nevada, tra città in rovina e anime in pena, cercano rifugio in desolati motel che sono insieme simbolo di deriva esistenziale e di conforto dal peso di sentirsi costantemente in trappola. Frank, narratore nato, e Jerry Lee, un talento per il disegno, hanno un’inclinazione naturale per le decisioni sbagliate, e scappano dopo il mortale incidente automobilistico causato da Jerry Lee. È una fuga in cerca di redenzione, segnata dal senso di colpa quanto dal desiderio di libertà, riscatto, comprensione.

La mia lettura

Mi era piaciuto molto The Free di Willy Vlautin (sempre pubblicato da Jimenez) e mi è piaciuto ancora di più Motel Life che, pur essendo il romanzo di esordio dello scrittore americano, ho trovato molto maturo dal punto di vista stilistico e particolarmente toccante.

La prosa di Vlautin è, sappiamo, priva di inutili orpelli ma nella sua linearità riesce ad essere comunque evocativa, il segreto probabilmente risiede nel fatto che ama raccontare i sentimenti più ancestrali, Vlautin parla di famiglia, della necessità di godere di amore incondizionato, di casa; Motel Life è un racconto ricco di sfumature, se avete visto il film (bello davvero) rende perfettamente l’idea! C’è la realtà cruda, la necessità di fare non la cosa giusta ma quella in grado di preservare l’unico legame familiare che Frank e Jerry Lee hanno, il loro.

E’ bella la capacità di Vlautin di descrivere storie tragiche senza toni concitati, senza eccessi ma costruendo le vicende su una solida base, l’istinto di sopravvivenza dei suoi personaggi che amano bere, lasciar passare le giornate nei bar senza riuscire a imporsi sull’apatia, eppure non hanno, secondo me, nulla di “bukowskiano”, conservano un animo infantile e una gran voglia di vivere, di sperare nonostante tutto.

Frank e Jerry Lee vivono nelle storie che racconta Frank e nei disegni di Jerry Lee, è il loro mondo parallelo, quello in cui si rifugiano per riuscire a sopportare la realtà che li circonda.

Ho scritto la maggior parte di Motel Life nella cucina di una piccola casa a Portland, Oregon, dove vivevo all’epoca. Ogni sera dopo il lavoro e ogni mattina prima del lavoro scrivevo alcune pagine e vivevo, almeno momentaneamente, nella mia città natale, Reno. Motel Life è più di ogni altra cosa un romanzo sulla nostalgia di casa. Sia per i luoghi sia per le idee. I Flannigan, i due fratelli che non litigano mai, sono il regalo che mi sono fatto per scrivere il libro. A questo proposito, il romanzo è un sogno a occhi aperti, un sogno triste, ma che comunque mi ha portato grande conforto e sollievo.”

Scrive Willy Vlautin nella postfazione di Motel life che è anche un romanzo sulla difficoltà di trovare un posto nel mondo, tale e tanto è il bisogno d’amore dei due protagonisti che continuano a vivere nel passato quando la loro madre era ancora viva e credevano di potersi meritare una vita normale.

Motel life è la provincia americana descritta nella sua semplicità e crudezza, la personalità dei due protagonisti è ben sviluppata, i romanzi di Vlautin hanno una “compiutezza visiva”:

“La notte in cui accadde ero sbronzo, mezzo svenuto in un motel, e giuro su Dio che un uccello aveva sfondato la finestra della mia camera. Fuori ci saranno stati quindici gradi sotto zero e quella bestia, una specie di anatra, all’improvviso era lì per terra, circondata da pezzi di vetro. Evidentemente la finestra l’aveva ammazzata. Se non fossi stato così ubriaco mi sarei spaventato a morte. Non riuscii a fare altro che alzarmi, accendere la luce e lanciarla fuori. Precipitò per tre piani, atterrando sul marciapiede. Alzai al massimo la temperatura della coperta elettrica, tornai a letto e mi addormentai.”

 Questo è l’incipit di Motel Life, la “materialità” è la cifra dello stile narrativo e la struttura del testo è decisamente cinematografica pur avendo l’autore una radice letteraria accentuata o così sembra a me lettrice che individuo nelle sue pagine anche modelli iconografici della tradizione “Beat”.

Bravissimo Willy Vlautin fin dagli esordi dunque!

Motel life – Willy Vlautin – Jimenez edizioni (Traduzione di Gioia Guerzoni)

Pagine: 204
Prezzo: € 18 brossura

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