E(li's)booksIl diplomato di Jules Vallès per la prima volta in italiano!

Una vita "picaresca" quella di Jacques Vingtras ... l'insurgé

Tradotto per la prima volta in italiano Il diplomato di Jules Vallès è in libreria

Il libro

Poche sostanze per vivere, ideali eversivi per la testa e la voglia bruciante di cambiare le cose. Jacques Vingtras (alter ego di Jules Vallès) ha appena completato gli studi liceali, è giunto il momento dell’azione, della Rivoluzione. È la metà dell’Ottocento: Vingtras ha 17 anni cerca, trova e frequenta i compagni squattrinati della bohème e progetta di sovvertire le istituzioni, di rompere gli schemi, convinto di essere invincibile. E poi … la rivolta del 1851 viene repressa. Nel 1853 sfuma l’attentato a Napoleone III. La miseria diventa l’unica compagna delle sue giornate, in un’escalation di esperienze deludenti, si frantumano le sue speranze e i suoi sogni. Ma dalle ceneri si plasma la coscienza dell’insurgé, l’uomo che sarà tra i protagonisti nel 1871 della Comune di Parigi.

La mia lettura

“Ho un’istruzione”

Questo è il primo pensiero che attraversa la mente di Jacques Vingtras mentre si appresta a lasciare (finalmente) il liceo, ha 17 anni e una gran voglia di allontanarsi da quell’ambiente oppressivo, non sa ancora se e quanto gli sarà utile quel diploma,  “spingeva la ruota del latino” dall’età di dodici anni :

“Eccovi armato per la lotta”, così gli aveva detto il suo professore salutandolo … non ci volle molto per capire che quel latino a poco gli sarebbe servito a Parigi dove in quei tempi di rivoluzione  nessuno voleva i “declassati che saltano dal collegio alla fabbrica. Corrompono gli altri”.

Il diplomato è il secondo volume della trilogia autobiografica di Jules Vallès: L’Enfant, Le Bachelier, L’Insurgé, l’unico volume mai tradotto e pubblicato qui in Italia ma che è fondamentale per conoscere bene l’autore. I tre volumi ripercorrono i primi quarant’anni (circa) della sua vita, dalla prima infanzia agli eventi della Comune del 1871, Il diplomato fu scritto in realtà prima dell’Enfant, tra il 1876 e il 1878 e pubblicato in feuilleton su La Révolution française tra il 13 gennaio e il 13 maggio 1879 con il titolo Mémoires d’un révolté a firma Jean La Rue, uscirà invece come libro contemporaneamente all’Enfant, nel 1881.

Il racconto di Jules Vallès è una vera e propria testimonianza di eventi storici straordinari, Voltaire, Rousseau, Proudhon, sono lì in carne ed ossa, fanno parte del mondo che ci racconta con l’enfasi della  giovane età del protagonista perchè l’impressione è che a scrivere, a dar conto dei fatti in presa diretta sia proprio l’adolescente Jacques Vingtras.

In marcia, L’avvenire, La politica, La rivincita, La mia rabbia, Dopo la disfatta, Disperazione, Il duello, Agonia, Mi arrendo,

questi sono alcuni dei più significativi capitoli (33 in totale) di Il diplomato che il curatore, Enrico Zanette, definisce “un classico mancato”, di fatto Jules Vallès ha faticato per entrare nel canone della letteratura francese per cui non stupisce se per noi italiani non è un autore noto eppure quest’opera di Vallès è senza ombra di dubbio un classico da leggere.

La costante della vita di Jacques Vingtras, il protagonista (alter ego dell’autore) di Il diplomato è la miseria che fiacca quanto i fallimenti politici dando spesso alla sua voce un tono malinconico da comunardo sconfitto e costretto all’oblio, alla morte civile.

L’autore riesce a portare il lettore totalmente dalla parte del suo protagonista, l’infanzia priva d’amore e ricca di punizioni ha generato un adolescente che non esita a buttarsi in una rivolta embrionale che maturerà le sue ragioni quando incontra un gruppo di repubblicani di simpatie giacobine.

Sull’indole di Vingtras non possiamo avere dubbi, lo conosciamo subito e al capitolo 6 è già molto chiaro:

Voglio bene a quelli che soffrono, fa parte della mia natura, è così – e malgrado il mio modo di fare sanguigno e indolente, ricordo, penso, il mio cervello lavora. Leggo libri che parlano della miseria. La fede politica, il fuoco repubblicano hanno occupato l’angolo più grande del mio cuore. […] Ho dato a Robespierre del sorvegliante di collegio e a Jean-Jaques della pigna […] dare della pigna a Rousseau era veramente troppo. […] Non ride mai sto Rousseau, è manierato, lamentoso”.

Il diplomato è una lunga riflessione introspettiva, una ricerca di risposte, il “racconto di sé” mi sembra assuma una funzione catartica, non ho percepito alcun rimpianto, Vingtras/Vallès ricorda con nostalgia anche i momenti più difficili.

La sconfitta, o per dirla con l’autore, la disfatta, è personale ed è storica, l’intera trilogia vede indubbiamente  un progetto di mise en intrigue delle esperienze di vita vissuta, per me non è possibile pensare a Vingtras scisso da Vallès, la sua “storicità” viene ripercorsa nell’articolazione tra temporalità e narratività, Vingtras è l’identità narrativa dell’autore che ha preferito raccontarsi come fosse un altro per avere la possibilità (credo) di romanzare gli eventi “eludendo” la forma della biografia e ammiccando a lettori probabilmente più trasversali, nel 1870 avrebbe certamente subito censure, l’autore stesso definì l’opera “roman-mémoire” senza volerne sminuire il valore con la componente “roman”.

Inquadrare Il diplomato storicamente è fondamentale per apprezzarne appieno il valore storico, io ho fatto durante l’Università un corso monografico sulla Comune e sul periodo rivoluzionario, leggere Jules Vallès è stato magnifico, è perfetta sintesi tra l’esperienza personale e l’esperienza universale, verità autobiografica e finzione si fondono, mi ha fatto pensare ai Misérables di Hugo.

La lingua de Il diplomato è “langue verte” è ironica, irriverente, spinge il lettore a sorrisi dissacranti, Vallès ci ha lasciato un’opera eccellente.

Molti applausi a Spartaco che ha pubblicato questa meraviglia.

Il diplomato di Jules Vallès – Curatore: Enrico Zanette

Editore: Spartaco – In commercio dal: 24 settembre 2020

Pagine: 320, Brossura € 16,50

 

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