E(li's)booksL’anima dei fiori e Le rose di Matilde Serao

I fiori ... protagonisti del copione tipico della seduzione.

Oggi vi consiglio non uno ma due libri: L’anima dei fiori e Le rose di Matilde Serao

I fiori sono presenti in tutta l’opera di Matilde Serao: romanzi, racconti, articoli e persino diari di viaggio, nel 1903, pubblica, con il titolo L’anima dei fiori, un’importante raccolta di bozzetti raggruppati secondo uno schema metodico per “esplorare” il tema dei fiori.

Due preziosissimi volumetti destinati a diventare libri da collezione (il terzo Le violette, arriverà in libreria a novembre), le due copertine sono degli acquerelli dipinti appositamente:

«Le rose 2020» di Angelo Maisto è l’acquerello disegnato ad hoc dall’artista per la copertina di Le rose. Le illustrazioni in bianco e nero all’interno sono particolari dell’opera.

«Le quattro stagioni 2020» di Angelo Maisto è l’acquerello disegnato ad hoc dall’artista per la copertina di L’anima dei fiori. Le illustrazioni in bianco e nero all’interno sono particolari dell’opera.

La curatrice, Donatella Trotta, è una giornalista che si occupa da tempo di Matilde Serao, i brevi saggi introduttivi ai due volumi ci aiutano ad approfondire l’autrice stimolando il desiderio di prenderne in mano le opere.

Le rose

Frivole. Serie e austere. Umilissime. Fulgide, superbe. Tenere e orgogliose. Ricche o modeste. Timorose, pie. Provocanti. Appassionate. Per ogni sfumatura di colore, una sfaccettatura del carattere. La rosa è donna per Matilde Serao, «con le sue foglie leggiere e le sue spine pungenti, simbolo eterno della vita». Che sia su un altare o su un davanzale, che sia di un pallore accecante o di un rosso esuberante, la rosa, come la donna, non può passare inosservata.

La mia lettura

La rosa! Chi scrive questo, condannato ai ceppi della prosa, per la sua intellettuale impotenza poetica, come vorrebbe possedere l’arte mirabile del verso, per dire che è il colore della rosa, che è il suo profumo, che è la sua suggestiva ineluttabile beltà!”

Nella prosa di Matilde Serao i fiori sono un elemento importantissimo del femminile che spesso viene esplicitato proprio attraverso similitudini della personalità dei suoi personaggi con dei fiori:

Sul petto due rose bianche e profumate si appassivano morenti anch’esse di febbre e d’amore” (Dal vero/Apparenze), sembra di vederla questa fanciulla che sappiamo essere biondissima, pallida e ammalata, ben diversa dalla bruna che viene invece paragonata ai fiori di melograno!.

Leggere Le rose e L’anima dei fiori è un modo per comprendere appieno le “attitudini narrative” di Matilde Serao le cui descrizioni assomigliano spesso alla raffigurazione di una pittura d’interno, ha una precisione che definirei “fotografica”:

Isolina si era buttata sul divano di cretonne giallina, a fiori rossi, molto duro, dalla spalliera diritta: guardava distrattamente il salotto. Vi erano quattro poltroncine coperte di stoffa simile a quella del divano, coi quadrati all’uncinetto per ripararne la spalliera contro la pomata delle teste; stavano attorno attorno a una tavola rotonda, dal marmo bianco. Sul marmo, senza tappeto, un sottolume di guttaperca rossastra e un lume di antico modello, a olio, senza paralume.”

Non vi viene in mente Zola?

I fiori, protagonisti del copione tipico della seduzione a cui le donne della Serao sembrano non poter resistere, sono addirittura “tentazioni”!

già… non sia mai, fiori, dolci, gioielli, sono opera del diavolo e inducono in tentazione. Scansi il pericolo, mandi i fiori alla Madonna”.

E non è poi così singolare che Matilde Serao si sia voluta occupare con il suo “picciol libro“ di fiori che fin dall’Ottocento si erano imposti come “motivo prediletto” della borghesia, dei nouveaux riches e non solo

Io non so, se nei particolari di una fuggevolissima visita fatta dagli Imperiali di Germania, a Venezia, voi rammentiate, ancora, un piccolo fatto. La imperatrice Augusta, scendendo dal vagone imperiale, portava nelle mani un bel cespo di rose”.

Esponente e critica della propria cultura Matilde Serao non potè non cedere alla tentazione dei “ Fleurs”

Dove sei tu, dunque, Charles Baudelaire, con le tue nari frementi al più inafferrabile profumo, col tuo odorato nobilissimi che procurava a quel cervello di raffinato i sogni più esotici e bizzarri? Dove sei tu poeta dagli aromi profondi”.

Fiori come simbolo di complicità e sorellanza, fiori come rappresentazione dei sentimenti, fiori come protagonisti di “schegge narrative” problematiche, mi viene in mente la bambina che chiede l’elemosina e ottiene in cambio dei fiori che vende per comprarsi da mangiare.

“Non vi sono forse, delle rose, di una complicazione sentimentale, cioè le rose di quella pallidissima tinta rosea, esterna e interna …”

Che toni seduttivi! E’ la Serao del periodo che Benedetto Croce definì “erotico-mondano”, ma non è forse l’autrice maestra dell’approfondimento delle dinamiche sentimentali? Lasciamoci sedurre dunque.

Le rose – Matilde Serao – Spartaco edizioni

Pp 64 € 12,00 sul sito dell’editore

 

 

 

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