BabeleL’importanza di rivolgersi a fonti attendibili online

Una fake news inizierà a danneggiare la collettività che farà rimbalzare quel tipo di notizia sui social e comincerà a credere a quanto sarà stato scritto.

Internet ha consentito a tanti di informarsi velocemente e di ridurre il consumo di giornali a pagamento.

Tuttavia, se la rete è un’ottima risorsa in tantissimi casi, in altre situazioni può rivelarsi insidiosa, e questo accade soprattutto per le così dette fake news.

La fake news, o notizie false, sono quei tipi di informazioni che non hanno attendibilità o fondamento e che portano a diffondere panico, disinformazione e a dividere il pubblico dei lettori.

Ecco perché è necessario non solo informarsi, ma farlo nel modo giusto, iniziando da quella che è la disamina delle fonti attendibili, giornali e agenzie che certificano il fatto di divulgare solo materiale che sia stato oggetto di controlli e verifiche. 

Fonti attendibili, da dove iniziare

Per capire come orientarsi nel mondo delle notizie online si dovrà partire dalla capacità di riconoscere una fonte attendibile.

Una fonte attendibile vedrà la presenza di professionisti dell’informazione al suo interno: giornalisti, scienziati, esperti del settore, come accade, ad esempio per l’Agenzia di Stampa Italpress, oppure per Ansa, Il Sole 24 Ore e così via. 

Una fonte che sia attendibile, inoltre, farà riferimento a dati specifici e citerà la provenienza di quel dato.

Non si riporterà, quindi, una notizia per “sentito dire” oppure perché qualcuno l’abbia postata su un social, ma si potranno citare le parole di una persona provenienti da un comunicato stampa, da una conferenza oppure da un’intervista.

Nelle fonti attendibili, inoltre, ci saranno sempre nomi e cognomi, sia di chi abbia effettuato una dichiarazione, sia dello scrivente. Questo perché un vero giornalista si assumerà sempre la responsabilità per quanto avrà scritto, senza aver paura.

La fonte, quindi, è sempre essenziale e dovrà essere verificata. 

Un altro consiglio sarà quello di confrontare una notizia in ambiti differenti.

Ad esempio, si potrà leggere una notizia su un sito, ma poi questa non sarà stata riportata da nessun altra parte.

Le motivazioni possono essere due: la notizia è locale e molto limitata a livello di ambito territoriale (e allora la si potrà trovare sui giornali cittadini) oppure sarà inventata.

Perché dire di no alle fake news

Si potrebbe anche pensare che una notizia falsa non faccia male a nessuno, ma questo tipo di ragionamento è sbagliato.

Innanzitutto una fake news inizierà a danneggiare la collettività che farà rimbalzare quel tipo di notizia sui social e comincerà a credere a quanto sarà stato scritto.

Inoltre, si potrebbe davvero arrivare a danneggiare il singolo.

Esempi possono essere quelli di persone che vengano citate all’interno di una notizia di cronaca che li metta in cattiva luce.

Quella persona potrà non aver compiuto il fatto narrato, ma tutti inizieranno a pensare il contrario: la reputazione di quella persona sarà negativamente toccata, e sarà suo compito cercare di invertire l’impressione della collettività nei suoi confronti.

Infine, le fake news fanno male al giornalismo, fanno perdere fiducia nei canali ufficiali e nella stampa in generale.

Per questo da diversi anni anche l’Ordine dei giornalisti si sta battendo contro le fake news, tanto da obbligare i suoi iscritti a formazioni specifiche a riguardo.

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