E(li's)booksQui giace un poeta. 60 visite a tombe d’artista.

Something in the Way (cit).

Oggi un libro singolare: Qui giace un poeta. 60 visite a tombe d’artista

Il libro

Qui giace un poeta … Oltre cinquanta autori italiani e stranieri – tra scrittori, artisti, editori, giornalisti, librai e blogger – accomunati dalla passione per i viaggi sulle tombe di poeti e romanzieri. Quando si ama qualcuno che non c’è più, arriva sempre il giorno in cui si fa irresistibile il desiderio di “vederlo ancora una volta”, andare a trovarlo dove giace per sempre. Che storia c’è dietro quel pellegrinaggio? Di questo scrivono gli autori coinvolti.

Alcuni di loro hanno scelto di descrivere che fine abbiano fatto, post mortem, alcune coppie celebri della letteratura, altri si sono avventurati anche tra tombe di personaggi che, nel loro ambito e a loro modo, potevano definirsi poetici. Insieme compongono un mosaico di pellegrinaggi letterari su tombe di poeti, scrittori e artisti, per parlare, attraverso la morte, della vita e dell’arte.

La mia lettura

“Qui giace un poeta. 60 visite a tombe d’artista” diventerà per me una guida turistica sui generis perché le 60 visite a tombe d’artista raccontate sono in posti che vien voglia di visitare! Da giovanissima con il mio fidanzato dell’Università la prima volta che abbiamo fatto l’inter rail (una volta si chiamava così ora non so …) ci siamo precipitati al cimitero Père-Lachaise di Parigi e non mi vergogno di dire che la prima tomba che abbiamo cercato è stata quella di Jim Morrison!

Avendo vissuto a Milano ho visitato il Monumentale e avendo vissuto anche a Roma sono stata al cimitero Acattolico, chiamato “degli Inglesi”.

Ora che sono sposata con un veneziano e sono spesso a Venezia, non posso non  invitarvi a visitare il Cimitero di San Michele che si trova su due isole, San Michele e San Cristoforo della Pace, isole che sono state unite nel 1836, come? Hanno interrato il canale che le separava per poter ampliare il camposanto.

Tra le tombe celebri c’è quella del poeta americano Ezra Pound e accanto alla sua tomba c’è Igor’ Fëdorovič Stravinskij (1882-1971)… per citarne uno soltanto.

Tra tutte le visite raccolte in Qui giace un poeta Ne ho scelte tre,  quelle che spero di poter fare anche io! Chi mi conosce immagina facilmente perché!

Jack Kerouac

Luca Miele

JACK KEROUAC

Lowell, 12 marzo 1922

St. Petersburg, 21 ottobre 1969

Edson Cemetery

Lowell, Massachusetts

“He honored life”

Qui è venuto, con la sua chitarra Bob Dylan nell’ottobre del 1975

scrive Luca Miele che ha deciso di raccontare la sua visita in forma di dialogo col defunto Kerouac!

Nella lapide viene riportato il soprannome dello scrittore Ti Jean (Petit Jean probabilmente), ovvero un nomignolo francese a testimonianza delle sue origini franco-canadesi, Miele ricorda proprio il rapporto di Kerouac con la morte:

Ti infastidivano quei ragazzi, la rivoluzione degli zaini che sognavi e che non è mai avvenuta, ti sentivi vecchio e inutile e stanco dinanzi alla fame che invece divampava negli occhi e nelle gambe dei ragazzi che bussavano alla tua porta, e hai trasformato la tua vita in desiderio di morte, apparivi sempre più sfatto, bolso, ubriaco, nella falsa clownesca libertà della bottiglia. Già, quella vecchia puttana della morte, come la chiamava Hemingway

“Hai pure cercato di fotterla la morte. Sei diventato buddhista per spogliarla della realtà, per ridurla a illusione a parvenza, per sottrarle il suo pungiglione. “Non siamo mai davvero nati, non moriremo mai davvero. Il Sé è soltanto un’idea, un’idea mortale.”

Raymond Carver

Marta Ciccolari Micaldi

RAYMOND CARVER

Clatskanie, 25 maggio 1938

Port Angeles, 2 agosto 1988

Ocean View Cemetery

Port Angeles, Washington

Marta è famosissima tra noi appassionati di letteratura americana, lei è La McMusa e quindi ci parla di quella volta che, insieme ad un gruppo di Book Riders (25 maggio 2016) il giorno del compleanno di Carver è andata a cercare la sua tomba notoriamente un po’ difficile da trovare.

“Era come avevo visto nelle foto, in effetti. Solo che sopra c’era seduta una signora. Faceva parte di quel gruppo in preghiera, meglio aspettare che… no ma aspetta un momento, quella signora non sta pregando, quella signora sta sorridendo e chiacchierando. Quella signora è lì per una festa non per un funerale. Quella signora è Tess Gallagher, la moglie di Carver! Quello che seguì fu uno dei momenti più commoventi e memorabili della mia vita: scendemmo dal furgone, ci presentammo a lei e a tutti gli amici che si erano radunati per festeggiare Ray e fummo invitati a partecipare con loro alla piccola festa di compleanno. Tess continuava a dire che era stato Ray a mandarci lì dall’Italia in quell’esatto momento”

Martaaaa!!!! Che bello che ricordo meraviglioso!

Robert Frost

Erik Simon

ROBERT FROST

San Francisco, 26 marzo 1874

Boston, 29 gennaio 1963

Old Bennington Cemetery

Bennington, Vermont

“La sua tomba si trova all’Old Bennington Cemetery vicino alla First Congregational Church di Bennington costruita nel 1762 nota anche come Old First Church.”

Ci racconta Erik Simon:

Sotto il suo nome si legge l’iscrizione

Ebbi una lite d’innamorato con il mondo”, tratta da La lezione di oggi, una delle sue poesie meno conosciute. Accanto alla sua tomba, però, c’è un cartello con la poesia In un cimitero in disuso.

Ma cosa, secondo Erik Simon rende Frost così speciale? Grande! Così scrive:

Che cosa lo rende tanto grande?».

La sua forma, la sua metrica. Le sue metafore, il suo modo di descrivere efficacemente un aspetto della natura come se parlasse di qualcos’altro. […] La sua opera è in realtà piuttosto oscura. Oscura, ma piena d’amore per il mondo…”.

La curiosità di questo racconto viene dopo però, Erik Simon si imbatte nella proprietaria di un negozio di abbigliamento, il Nature’s Closet di Williamstown, in Massachusetts e …

La proprietaria, una signora di mezza età dai capelli scuri con cui è sempre un piacere parlare e che mi ha fatto conoscere alcuni articoli veramente eccezionali […] conversando con lei […]menzionai il fatto che il giorno precedente eravamo stati sulla tomba di Frost. «Ho la sua panchina» disse lei.

La casa di Frost a Shaftsbury, nel Vermont, adesso è un museo, ma per tanti anni era stata la residenza estiva del produttore televisivo Norman Lear, e in quegli anni il custode della casa era stato il padre della signora.

«Facendo delle ristrutturazioni, si liberarono di un po’ di roba di Frost, così mio padre si prese la panchina, che adesso è nel mio portico». «È fantastico che lei abbia la panchina di Robert Frost».

«Già» disse lei. «Per un sacco di tempo non mi sono resa conto di quanto fosse fantastico, ma adesso lo capisco. Era un grande poeta. E io ho la sua panchina».”

Qui giace un poeta. 60 visite a tombe d’artista

Curatore: Pietro Strada, Gianluca Testani

Editore: Jimenez

Pagine: 336
Prezzo: € 20 sul sito dell’editore
Formato: 14×22 brossura con alette

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