E(li's)booksGennaio di Sara Gallardo

Il romanzo di esordio di una scrittrice e giornalista riscoperta solo in anni recenti.

Il libro di oggi è Gennaio di Sara Gallardo, in libreria dal 28 gennaio

Il libro

Quando arriverà il raccolto, in gennaio, sarà troppo tardi. Tutti avranno saputo, quelli che siedono a tavola con lei, parlando della mietitura e della fiera del bestiame. Per ora, Nefer cova in sé il suo segreto, che si espande lento dentro di lei, come un fungo nero che si gonfia fino alla gola. Le si leggerà negli occhi, il suo seme triste che cresce senza pietà? «Sei ridotta pelle e ossa» le dice sua madre. E lei, logorata dalla nausea, ma ancora di più dalla paura e dalla vergogna, si contrae, desiderosa solo di sparire. Cosa può fare una ragazza, sola, quando davanti a lei si spalanca una campagna sterminata, tutta orizzonte, mentre le città sono un miraggio lontano? Dove potrà mai fuggire? Cosa potrà mai dire, in un confessionale? Quanto intensamente potrà pregare, o sfiancarsi a cavalcare, sperando che il seme si spenga dentro di lei? Nefer vorrebbe trasformarsi nella notte, svegliarsi radice, erba, fango. Aspetta un miracolo, che non verrà. E non verrà il Negro, a portarla via. Il Negro non sa niente di lei, è un miraggio, un sogno anche lui. 

La mia lettura

L’angoscia le annebbia lo sguardo e lentamente piega la testa, mentre con la mano trascina modeste greggi di molliche sulla cerata logora della tavola. […] Gli insetti vibrano, battono le ali e cadono contro la lanterna, si arrampicano di nuovo sulla latta, si bruciano e cadono di nuovo, e nessuno la guarda immobile nel suo angolo”.

Gennaio, romanzo di esordio di Sara Gallardo, è uscito nel 1958, non ho potuto fare a meno di pensare all’Argentina di quegli anni, di contestualizzare la scrittrice nella società in cui viveva. Perón era stato cacciato da Lonardi era il periodo della Revolucion Libertadora e del successivo insediamento di Arturo Frondizi.

Sara Gallardo in questa Argentina scossa da tumulti politici ha scritto una storia che nella sua semplicità rappresenta una presa di posizione sulla questione di genere. Gennaio e la sua protagonista, Nefer, non nascono da posizioni femministe, non mi è sembrato almeno, ma sono sicuramente emblema di certa Argentina rurale, una società patriarcale dove l’abuso era cosa frequente e la voce narrante della storia è voce interiore, un lungo monologo che la protagonista fa con la sua coscienza perché solo con questa aveva diritto di parola.

“Un grido forte sale, le si ferma sui denti e ridiscende senza essere uscito.”

La campagna, la terra, sono matrigne, Sara Gallardo è stata sedotta dal fascino triste che le condizioni di povertà e la disperazione dei contadini potevano rappresentare a livello narrativo, lei era nata in una famiglia benestante ma è stata bravissima a dare voce a Nefer, una ragazzina che è rassegnata a non avere futuro, che si sente come se avesse fango nelle vene.

Il caldo opprimente che ottunde i pensieri è il caldo del gennaio argentino che trasmette a chi legge un senso di soffocamento, lo stesso che prova Nefer, innamorata di un pensiero, di una possibilità che non è stata e piegata dalle conseguenze di tutt’altra realtà.

Un’adolescenza finita ancor prima di cominciare perché non c’è possibilità di rimediare a quel torto, Nefer non è padrona di niente, neppure del suo corpo e i lunghi silenzi con cui Sara Gallardo le concede la possibilità di reagire sono un macigno per chi legge.

Nefer con le unghie consumate fino alla carne per il lavoro, penitente, dalla prima all’ultima pagina, protagonista di una storia tragica in cui povertà, religione e ignoranza si fondono nella calura che fiacca la volontà di reagire e la porta alla resa della vergogna della vittima.

Gennaio di Sara Gallardo

Solferino editore – Traduzione di Bruno Arpaia

Pp 138 € 15,00 Brossura

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