BabeleProfessioni digitali: è lo sviluppatore web la figura più richiesta del momento. Come diventare developer grazie alla didattica

Il 2021 si apre all’insegna delle professioni digitali con 30.000 posizioni da sviluppatore vacanti, un’emergenza alla quale bisogna fornire una rapida risposta con una soluzione formativa che riduce il divario fra domanda e offerta, e favorisce l’occupazione

Ritagliarsi uno spazio nel mondo del lavoro può essere meno complicato del previsto, anche in un momento estremamente difficile come questo. Spesso è sufficiente fare la scelta giusta, guardando le cose dalla miglior prospettiva e valutando le potenzialità dei profili più ricercati dal mercato. Arriva da LinkedIn un’interessante ricerca sulle professioni più gettonate, grazie alle quali è facile trovare lavoro. Si tratta di professioni che gravitano in settori legati al web, al digitale, al software e ai dati. Parliamo di profili quali quello dello sviluppatore web, che vanta circa 30mila posizioni vacanti all’interno delle aziende italiane.

Quella del developer, ovvero sviluppatore di applicazioni web, viene inserita di diritto fra le professioni emergenti del 2021 ma, visto il ruolo di punta che ha acquisito il web, lo resterà ancora a lungo.

Chi ha una passione per le tecnologie di ultima generazione e la programmazione, può valutare un futuro lavorativo in questo settore, preparandosi ad affrontare la professione grazie a un corso web developer unico nel suo genere come quello offerto da Epicode, la scuola online dalla formazione innovativa.

La didattica rivoluzionaria: bastano tre mesi di impegno intensivo per un lavoro sicuro?

Sono sufficienti tre mesi di impegno intensivo per imparare il mestiere dello sviluppatore e trovare lavoro? Secondo la proposta Epicode, che non si limita al solo apprendimento teorico, la risposta è si. Terminato il corso infatti il team si impegna a trovare un vero lavoro ai propri studenti.

A rendere unica l’offerta di questa nuova metodologia di studio che si basa sulle opinioni espresse dalle aziende, è la didattica rivoluzionaria e una suddivisione fra addestramento pratico al 70% e studio della teoria al 30%.

Nascono quindi corsi basati sull’ascolto dei bisogni delle aziende che ad oggi fanno leva sulla ricerca di occupazione in un mercato ristagnante.
Sicuramente una delle maggiori esigenze di ogni azienda è quella di avere a disposizione manodopera formata sui propri bisogni e non la classica formazione scolastica prestampata su manuali degli anni 60.

Cambiano le esigenze del mondo del lavoro ma la scuola non si adatta

Sicuramente uno dei grossi problemi per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro oggi è la mancanza di una formazione aggiornata ai bisogni attuali.
Le scuole continuano a formare i ragazzi su un modello di lavoro obsoleto, con conoscenze e competenze che difficilmente si adattano al mondo del lavoro nel 2020.

Basti pensare – che moltissime scuole – ad oggi non sono dotate di aule di informatica e che l’insegnamento della materia viene spesso affidato a insegnanti multi-factum che si occupano di dare le prime infarinature ai bambini, mentre molte volte gli stessi bambini hanno una preparazione digitale superiore ai loro stessi insegnanti. Preparazione dovuta ovviamente alla nascita in un mondo che parte già con un piede digitale ma che non trova davanti a se terreno fertile per lo sviluppo delle competenze.

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