E(li's)booksLa sete di Marie-Claire Blais. Recensione

“La caparbietà di Renata lo spingeva costantemente verso un’aspra resistenza”

E’ uscito il 25 febbraio, l’ho letto in anteprima per voi, sto parlando di La sete di Marie Claire Blais

Il libro

Dicembre 1999. Un’isola ai margini del Golfo del Messico. Renata si sta riprendendo. Tre giorni e tre notti in cui celebra la nascita di un bambino e la fine di un secolo. In questa isola che potrebbe essere Key West o la Giamaica, degli esseri si incontrano. Si avvicinano, poi si allontanano di nuovo, come onde che si muovono avanti e indietro: ricchi e poveri, artisti, bambini, giovani in bilico sulla minaccia dell’AIDS, un giudice, gente di mare. Un’umanità intera che, come Renata, condivide la stessa sete: di piacere, di ubriachezza, ma anche di giustizia.

La mia lettura

Soifs, sete, di che sete parla Marie Claire Blais?

Quando ho cominciato a leggere questo romanzo per diverse pagine confesso che mi sono sentita disorientata, non capivo chi fosse la voce narrante, di cosa stesse parlando esattamente se della sua vita o della vita di un altro, quali fossero le sue preoccupazioni, tuttavia, pur non riuscendo a inquadrare la situazione mi sono resa conto che qualcosa stava succedendo, mi stava salendo una sorta di irrequietezza dentro.

I personaggi sono tanti e la narrazione fa l’effetto di un rivolo d’acqua che si incanala velocemente nelle crepe delle loro vite: Renata, Claude, Franz, il pastore Jeremy, Jacques, Carlos, Deandra e Tiffany, Daniel, tutti a formare una voce unica. Marie Claire Blais apre la diga della narrazione e lascia che i lettori vengano travolti dalle storie che si alternano veloci; si passa da una vita all’altra senza preavviso quindi un minuto prima ci stiamo preoccupando degli orecchini di Renata e un minuto dopo ci troviamo nei pensieri di Jaques e qualche volta giuro non sapevo se a parlare era un uomo o una donna, leggere La sete è stato come trovarsi in un posto pieno di echi.

Tira in ballo Dostoevski, il Kakka di La lettera al padre e de La metamorfosi, e tutto appare “compatto”, inestricabile perché è il testo che fa questa impressione, non ci sono “a capo”.

Tra tutti i personaggi c’è Daniel, ho provato a “seguire” lui per vedere se mi portava da qualche parte, se potesse in qualche modo rappresentare il narratore proprio in virtù del fatto che  scrive per mestiere e l’ho immaginato come il “delegato” dell’autrice  ma non sono arrivata in realtà a nessuna conclusione, ho continuato a “vagare” fino alla fine tra i sensi di colpa, i sentimenti più o meno confusi, desideri leciti e meno leciti, tra peccati e peccatori, bambini, umanità ad ampio spettro del romanzo .

Il romanzo comincia così:

Erano li per riposarsi, rilassarsi, luno accanto allaltra, lontani da tutto, la finestra della loro camera dava sul Mar dei Caraibi, un mare azzurro, calmo, con un cielo che quasi scompariva nei riflessi di un sole potente, prima di partire il giudice aveva confermato il suo verdetto di colpevolezza, ma non era quella giusta sentenza a tormentare sua moglie, pensava, era un uomo giovane, poco abituato ai tribunali, e quel caso di delinquenti e protettori mandati in carcere lo aveva già molto avvilito, che mestiere tremendo quello del magistrato […]  Renata aveva smesso di colpo di difendere i suoi clienti e non era per niente contenta di dover stare a riposo per qualche mese, ma non cera solo la preoccupazione per la sua salute a un tratto fragile, a rischio, cera anche quella storia che ormai faceva da sfondo a ogni loro abbraccio e a ogni loro discussione, quella storia, quell’avvenimento, che in apparenza era accaduto lontano da loro, dalla loro vita”.

In questa cornice apparentemente vacanziera di cui si avverte il caldo del sole e la luce abbagliante dei riflessi del mare incombe un problema di salute ma non solo e il non solo è quello che contribuisce a creare la tensione narrativa che accompagnerà il lettore per tutto il romanzo.

Lui è un giudice lei è sua moglie, così ci vengono presentati i primi due personaggi, lo stato sociale della coppia, dell’uomo non conosciamo subito il nome, della donna invece si ma non ne conosciamo la professione, solo dopo scopriamo che lui è Claude, fa il giudice, lei è Renata e fa l’avvocato, un scelta particolare questa dell’autrice, l’ho intesa come una critica al maschilismo ancora imperante.

Se dovessi dire in poche parole di cosa parla La sete direi di disuguaglianza, di vittime e carnefici, è tutto molto promiscuo, persone profondamente diverse tra loro si confrontano, si incontrano, i problemi di uno sembrano diventare i problemi di tutti.

La pena di morte è tema che viene affrontato attraverso i personaggi di Claude e Renata, sono entrambi contrari, turbati dall’esecuzione di un cittadino di colore in Texas e il pensiero è costante, invasivo, Claude riesce a rilassarsi come gli altri turisti, Renata no, è angosciata da questo fatto.

La sete, eccola, è la sete di giustizia di Renata per esempio che  mette al primo posto il pensiero del condannato a morte invece che quello della sua malattia. E’ una donna speciale lei, molto sanguigna, è viva e per questo non teme di mostrarsi con i suoi stati d’animo contraddittori.

“[…] quelluomo non sarebbe dovuto morire, ripeteva caparbiamente Renata, quelluomo forse era innocente, diceva, mentre un ruga inquieta le solcava la fronte, quella fronte da pensatore in una donna, si diceva il giudice guardando sua moglie dritto negli occhi, mentre luomo che era cercava di indossare i panni dellaltro sesso, Renata non era solo in disaccordo con lui, era inferocita, e chissà perchè non la prendeva per mano per trattenerla, alla fine sarebbe scappata lontano da lui, sarebbe uscita, si stava già vestendo per andare al casino, il casino, lei che non era per niente frivola sembrava a un tratto di una frivolezza disarmante, e vedendola già allontanarsi, con quella ruga severa della fronte e quellaria di vigile apprensione nello sguardo che non si posava più su di lui, dal quale lui era stato bandito in nome di preoccupazioni più alte, come la morte di un condannato in una prigione del Texas, aveva pensato che la caparbietà di Renata lo spingeva costantemente verso unaspra resistenza, si, perche era chiaro che lei voleva renderlo un uomo migliore, diverso o migliore, quella era la speranza che aveva sempre riposto negli uomini giovani di cui si innamorava, che riuscissero a superare se stessi

E’ un romanzo con il quale bisogna entrare in empatia, appena scatta la molla si viene risucchiati e poi il commento che rimane da fare è: Accidenti che romanzo!

La sete di Marie-Claire Blais

Traduttore: Federica Di Lella

Editore: Safarà Editore

In commercio dal: 25 febbraio 2021

Pagine: 336 p., Brossura  € 18,52

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