E(li's)booksJacinda Ardern di Francesco Foti

Una leader della porta accanto

Il mio consiglio di oggi è  Jacinda Ardern di Francesco Foti

Il libro

Il 17 ottobre 2020 Jacinda Ardern viene confermata premier della Nuova Zelanda grazie a una vittoria di portata storica, aggiudicandosi per la prima volta in oltre settant’anni la maggioranza assoluta dei seggi con il suo Labour Party. Questa è la storia di una ragazza cresciuta nella remota campagna del Paese australe, che grazie a una folgorante carriera diventa la più giovane leader della storia del suo partito, risollevandone le sorti in pochi mesi, fino a riportarlo alla guida del Paese, diventando nel 2017 la più giovane premier del mondo. Ha rivoluzionato la politica della Nuova Zelanda e l’ha posta al centro delle cronache mondiali grazie alla sua brillante gestione del contrasto al cambiamento climatico, dei tragici attentati di Christchurch e della pandemia da coronavirus. Attraverso una meticolosa ricerca tra i suoi discorsi, i suoi social e le sue interviste, Francesco Foti racconta con le parole di Jacinda Ardern la storia, le idee, lo stile e il linguaggio di una delle figure politiche più in vista del panorama globale.

La mia lettura

Jacinda Ardern. Una leader della porta accanto, è una breve ed esaustiva biografia politica della Premier neozelandese, l’autore è Francesco Foti che con lo stesso editore (People) ha già pubblicato nel 2019 Alexandria Ocasio-Cortez. La giovane favolosa e curato (oltre che tradotto) l’edizione italiana de La sfida più grande di Bernie Sanders.

Foti ripercorre la brillante carriera politica di questa giovane donna partendo dai risultati elettorali dell’ottobre 2020 quando Jacinda Ardern, leader del Partito Laburista dal 2017, è finalmente riuscita a realizzare il suo sogno, con questo secondo mandato infatti ha ottenuto una vittoria di portata storica, il suo partito dopo più di settant’anni ha la maggioranza assoluta dei seggi (65 su 120).

In Nuova Zelanda il potere legislativo è attribuito a un parlamento monocamerale i cui 120 membri vengono eletti a suffragio universale diretto per tre anni, di questi 120 seggi, 3 sono riservati alla comunità maori.

Il potere esecutivo spetta alla governatrice generale Patsy Reddy nominata dalla sovrana inglese (la Nuova Zelanda è una monarchia parlamentare che fa parte del Commonwelth).

Primo Paese al mondo a riconoscere il voto alle donne nel 1893, nel 1895 veniva eletta la prima sindaca, Elizabeth Yates, ed è del 1898 la legge sul divorzio che da subito ha riconosciuto pari diritti a uomini e donne.

Prima di Jacinda Ardern hanno ricoperto l’incarico di prima ministra Jenny Shipley (1997) e Helen Clark per ben dieci anni.

La Nuova Zelanda, come spiega Francesco Foti, è uno dei Paesi più avanzati al mondo in quanto a parità di genere grazie anche alla preziosa eredità culturale della società tribale maori che ha sempre previsto ruoli senza connotazione di genere in tutti i campi.

Non potremo dire di vivere in una società giusta finchè le donne saranno sovra-rappresentate nei lavori a bassa retribuzione; saranno pagate mediamente meno dei loro colleghi maschi; impiegheranno un tempo più lungo per pagare il costo della propria istruzione; saranno soggette a tassi più alti di violenza domestica e godranno, in generale, di minor sicurezza finanziaria degli uomini. […] In fondo si tratta solo di una semplice questione di giustizia

In queste parole pronunciate agli inizi della sua premiership troviamo l’essenza del concetto di femminismo di Jacinda Ardern.

Ma andiamo per ordine. Chi è Jacinda Ardern?

Classe 1980, nata nel borgo rurale di Murupara (padre poliziotto e madre addetta alla mensa scolastica) cresciuta a Morrinsville, roccaforte del partito conservatore, il National.

Nel 1996, quindi a soli 16 anni, il suo primo impegno politico, partecipa come volontaria alla campagna elettorale del parlamentare Harry Duynhoven, a ventitrè anni entra nella segreteria nazionale del suo partito gli Young Labour e nel 2005 entra a far parte dello staff della prima ministra e sua mentore Helen Clark.

Dopo alcuni impegni a livello internazionale nel 2008 viene eletta all’unanimità Presidente dell’Unione Internazionale della Gioventù Socialista.

Le due principali battaglie di Jacinda Ardern fin dal suo “esordio” in politica sono:

il clima e la lotta alla povertà infantile.

La popolazione della Nuova Zelanda è inferiore a quella della regione Veneto, non supera i cinque milioni, nel 2017, circa trecentomila bambini vivevano sotto la soglia di povertà, ecco perché quando nel settembre dello stesso anno viene scelta come candidata premier dal suo partito non ha esitato a mettere al primo posto il “benessere infantile”.

“Let’s do this”, Facciamolo. Questo è stato lo slogan della prima campagna elettorale di Jacinda, una esortazione che è valsa ad un partito che stava vivendo una crisi profonda una pioggia di donazioni e il 33% di consensi. Jacinda ha portato avanti l’intera campagna elettorale pur essendo incinta della figlia avuta fuori dal matrimonio con il conduttore televisivo Clarke Gayford.

Il primo governo Ardern però è stato un governo di coalizione che è costato sacrifici alla leader laburista soprattutto in termini ideologici, si è dovuta alleare oltre che con i Verdi, anche con il partito nazional – populista New Zeland First di Winston Peters, politico di vecchio corso e non esattamente vicino alle idee della giovane prima ministra.

I tre anni di governo con il New Zeland First non sono stati facilissimi, Ardern si è dovuta adattare a scelte di compromesso su temi importanti come l’immigrazione, il clima e l’economia ma la “Jacindamania” come la chiama Foti, ha resistito comunque, non è stata un fenomeno passeggero e ha prodotto risultati importanti soprattutto riguardo al benessere infantile che si è confermato come tema centrale della politica del governo.

Una leader della porta accanto l’ha definita Francesco Foti, certamente il carattere di Ardern si riflette nella sua leadership che ha dimostrato una grande solidità anche in momenti difficili come in occasione del terribile massacro di Christchurch del 15 marzo 2019 quando un uomo fece irruzione in una moschea massacrando 44 persone e ferendone molte altre prima di dirigersi verso un altro centro islamico a Linwood per uccidere altre sette persone.

In quell’occasione Jacinda Ardern incontrò la comunità di Christchurch indossando pubblicamente il velo e pronunciando queste parole:

Erano molti gli obiettivi del suo atto terroristico. Uno di questi era la notorietà. Ed è per questo che non mi sentirete mai menzionare il suo nome. […] E vi imploro: pronunciate i nomi di quanti abbiamo perso, piuttosto che il nome di chi li ha uccisi”

Immediatamente dopo ha fatto un appello chiedendo alle nazioni e alle società private di impedire la pubblicazione di contenuti terroristici online e garantirne l’immediata rimozione, il summit promosso da Ardern ha visto la partecipazione e la firma di 48 Paesi (Trump fu il grande assente) e il consenso dei big della rete come Facebook, Amazon, Google e Twitter.

Intanto Erdogan dall’altra parte fece esattamente il contrario mostrando il video della strage nella sua versione integrale.

Tra i provvedimenti degni di nota (vi rimando per approfondimenti alla lettura del libro in commento) la legge approvata nel luglio del 2020, l’Equal Pay Amendment Bill che consente alle donne di richiedere una rivalutazione del proprio stipendio rispetto ai colleghi uomini.

Importante anche l’approvazione nel marzo del 2020 della legge che “decriminalizza” l’interruzione di gravidanza. In Nuova Zelanda vigeva una legge del 1977 che considerava un crimine la procedura medica dell’aborto.

Nel febbraio di quest’anno, 2021, subito dopo la sua conferma coma prima ministra ha annunciato un provvedimento storico: a partire da giugno 2021 in tutte le scuole primarie, medie e secondarie verranno forniti alle alunne i prodotti igienici femminili, un ulteriore modo di contrastare la povertà dal momento che un pacco di assorbenti in Nuova Zelanda può costare fino a quindici dollari.

In quanto al clima, già durante il primo mandato aveva messo in campo un piano molto ambizioso, il cosiddetto Zero Carbon Act che come si intuisce ha l’obiettivo di azzerare le emissioni di Co2 (entro il 2050), in due anni ha realizzato un progetto piantando 250 milioni di nuovi alberi, interrotto le esplorazioni petrolifere e imposto un tetto massimo all’utilizzo di fertilizzanti, inoltre il programma pensionistico pubblico KiwiSavers ha il divieto di investire i fondi in industrie che non rispettano l’ambiente.

Sulla gestione dell’emergenza Covid-19 e l’approfondimento sulla figura di Jacinda Ardern rimando alla lettura di questo volume che in appendice riporta il Discorso inaugurale al Parlamento del 2008, l’Intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2018, il discorso dopo l’attacco terroristico del 2019.

Francesco Foti si fa cronista di una storia che ha come protagonista una delle premier più giovani al mondo (la più giovane credo sia Sanna Mirella Marin Ministra capo della Repubblica Finlandese che ha 36 anni) che si è portata dietro la figlia di tre mesi quando si è recata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e che non ha esitato ad abbracciare pubblicamente e con trasporto il personale che intervenne quando a dicembre del 2019 ci fu la terribile eruzione del vulcano Whakaari che uccise ventuno turisti ustionandone altrettanti.

Un libro stimolante che, come si precisa in una nota, l’editore ha scelto di pubblicare non per ragioni di natura politica ma perché quella di Jacinda Ardern è oggettivamente una storia interessante.

Jacinda Ardern. Una leader della porta accanto – Francesco Foti

People edizioni

Pp 128 € 14,00

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