E(li's)booksL’Italia immobile di Michele Corradino

Appalti, burocrazia, corruzione. I rimedi per ripartire.

L’Italia Immobile di Michele Corradino

Il libro

Il mercato degli appalti è vivo. In Italia le gare vengono bandite e aggiudicate, tanto che prima dello stop indotto dalla pandemia avevano raggiunto quota 170 miliardi di euro. Ma allora perché le imprese falliscono, aumenta il numero delle opere incompiute e in strada si vedono pochi cantieri? Dove si inceppa il meccanismo? E perché non si riescono ad arginare criminalità e corruzione, che guarda caso si annidano nei settori più appetibili, quelli dei lavori pubblici, della gestione rifiuti e della sanità? Il nuovo Codice dei contratti pubblici, entrato in vigore nel 2016, avrebbe dovuto rendere più trasparenti le procedure di controllo e selezione delle offerte, invece ha contribuito a dilatare ulteriormente i tempi degli appalti, che ormai hanno raggiunto dimensioni bibliche. Ogni iter si avvita in una spirale di norme nuove e vecchie, microriforme irrilevanti e procedimenti bizantini. Allora, che fare? Michele Corradino svela con parole semplici ed esempi reali i punti di crisi del sistema degli appalti, le falle che consentono di rubare, gli ostacoli che li fanno inceppare. Non si tratta di una trattazione riservata ad accademici e giuristi: dagli appalti dipendono la produzione, l’innovazione, l’occupazione e la sicurezza del nostro paese.

 La mia lettura

Questa non è una lettura come le altre, è la lettura di un libro speciale perchè parla del mio lavoro.

Come tanti sanno io mi occupo di appalti pubblici per un’azienda privata, sono quindi un cosiddetto Operatore Economico che lavora nel mercato della Pubblica Amministrazione e che  vive sulla propria pelle, quotidianamente e da anni la burocrazia, le riforme, i fallimenti di un sistema.

Ho letto con molto interesse L’Italia Immobile di Michele Corradino, presidente di sezione del Consiglio di Stato e in passato anche commissario dell’ANAC cioè a dire L’autorità Nazionale Anticorruzione e capo di gabinetto di numerosi ministeri.

Il sommario di questo libro è già da solo emblematico:

Il mercato degli appalti

La cattiva legislazione

La forma sopra ogni cosa

Come si ruba negli appalti

E allora che fare?

Partiamo dal primo punto che è quello che interesserà a molti: Il mercato degli appalti.

Avete una idea di quanto “cubano” nel nostro Paese gli appalti pubblici? Ce lo ricorda Corradino: 170 miliardi di euro che rapportati al nostro PIL si traducono in un bel 9% dello stesso. La macchina degli appalti pubblici mette in moto un giro d’affari notevole, produce posti di lavoro e si traduce in sviluppo economico. Cosa sapete però, voi che di appalti non vi occupate, di tutta questa macchina? Sicuramente quel che sentite al telegiornale nei casi di vicende drammatiche o di corruzione e tutto il resto rimane appannaggio di chi ci lavora dentro, di chi subisce il sistema appalti i cui meccanismi sono farraginosi e soprattutto privi di qualunque controllo e trasparenza vera.

Michele Corradino afferma che lo scorso anno, nonostante il Covid e nonostante la naturale flessione delle procedure di gara dovuta soprattutto al rallentamento delle attività, il mercato ha fatto comunque registrare un fermento economico di tutto rispetto e un incremento costante. Personalmente sarei curiosa di andare a guardare i dati antecedenti al 2016 perché dall’entrata in vigore dell’attuale codice dei contratti pubblici (il Governo Renzi  approvò il Dlgs 50/2016 nonostante il Consiglio di Stato diede un parere non esattamente favorevole al testo che gli era stato sottoposto) non c’è più stato un momento di stabilità politica ed economica tale da darci l’opportunità di metabolizzare il nuovo codice.

Il Codice è entrato in vigore dall’oggi al domani […] il disorientamento che ne è seguito si è tradotto immediatamente nel crollo del volume degli appalti” (pg 17 L’Italia Immobile).

Tenete presente che il codice precedente (era del 2006) in meno di 10 anni era stato modificato ben 223 volte, questo codice in vigore dal 2016 dopo tre anni vantava già 130 modifiche e 500 sono le fonti normative  a cui fa riferimento, in tutto ciò  mancano ancora 885 provvedimenti attuativi che consentirebbero al sistema di funzionare come dovrebbe.

Negli ultimi due anni, avrete sentito continuamente in TV cose tipo “abolizione del codice degli appalti” per far ripartire l’economia! Questi proclami sono continui, come se fosse possibile far svolgere gli acquisti pubblici in una situazione di totale assenza di leggi. Il Governo Conte nel 2020 ci ha regalato il Decreto Semplificazioni ma l’anno prima c’era stato il Decreto Sblocca cantieri, entrambi hanno stabilito deroghe al codice ma l’uno non ha annullato l’altro … convivono con notevoli incongruenze.

Una clausola spesso presente nei testi normativi prevede che le nuove norme non debbano comportare nuovi oneri per la finanza pubblica. E’ la clausola dell’invarianza di spesa: il trucco fantastico che consente di scrivere grandi libri dei sogni senza curarsi che questi possano tradursi in realtà”.

Anche ciò che ci si dice sia stato abrogato non lo è come per esempio le famose Linee Guida dell’ Anac che noi addetti ai lavori siamo stai costretti a sentir nominare come un mantra negli ultimi anni eppure i titoli dei giornali e la TV hanno ripetuto il contrario.

Un mosaico delle fonti e delle norme applicabili davvero difficile da ricostruire”.

Ma quante sono le cosiddette “Stazioni appaltanti”? Quanti pubblicano gare in Italia?

Corradino dice che è stato stimato nel nostro paese un numero di 34.000 soggetti, tutti devono interpretare le numerose norme di cui parlavo prima e per esperienza personale vi assicuro che sono rarissime le gare scritte bene.

Un grande fallimento dei nostri governi è stato l’accentramento degli acquisti, la Consip e il Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione per numerosi settori non sono mai partiti, perché? Perché ogni singolo ente, dal comune di 200 anime alla metropoli ecc, preferisce fare per proprio conto.

Oggi molte gare sono telematiche (nel settore nel quale lavoro io il 100% lo sono) e sono gestite su portali/piattaforme che ogni ente pubblico acquista, questo significa che noi operatori economici siamo costretti a gestire centinaia di registrazioni e implementazioni di dati e documenti tanti quanti sono gli enti pubblici che bandiscono gare a cui vogliamo partecipare.

Oggi fare una gara comporta non solo la conoscenza delle mille norme vigenti ma anche grande dimestichezza con la gestione di questioni informatiche perché tutti questi portali hanno i loro “bug” e chi li adopera deve farci i conti.

Le Stazioni appaltanti si sarebbero dovute a loro volta iscrivere ad una sorta di albo che le avrebbe qualificate come in grado di condurre una procedura d’acquisto ma anche questa cosa è finita nel nulla per cui se l’operatore economico è costretto ad aggiornarsi e qualificarsi di continuo le stazioni appaltanti sono rimaste al palo, non investono nel loro capitale umano e nella struttura organizzativa che, perdonate la franchezza, lascia molto a desiderare! Altro che digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Un effetto perverso che fa avvolgere l’amministrazione in una spirale di inefficienza. […] La legislazione, nel frattempo, assume un atteggiamento schizofrenico che impedisce di delineare una politica degli appalti”.

Non lo dico io, rosa dal livore di quel che vivo ogni giorno, lo dice Michele Corradino …

Quanto dura una procedura di gara? Vi dico solo che io sto aspettando ancora l’esito di gare esperite a luglio dello scorso anno. I funzionari dei vari enti sono spesso recalcitranti a far parte delle commissioni, hanno paura, quindi una prima difficoltà è formare le commissioni di gara,  le modifiche intervenute ultimamente come quella accennata del Decreto Semplificazioni, più che semplificare hanno allargato le maglie del controllo e quindi consentito di procedere con affidamenti diretti o procedure negoziate a cui vengono invitati concorrenti a discrezione degli enti (l’amico dell’amico, il parente ecc ecc).

Risultato? Trasparenza zero. Semplificare in Italia significa far west e corruzione, secondo la mia esperienza.

La legge Semplificazioni, emanata all’indomani dell’emergenza Covid sotto la pressione della necessità di far ripartire rapidamente l’economia del paese, ha modificato ancora una volta il reato di abuso di ufficio, recependo parzialmente le indicazioni che venivano dalla dottrina e dalla pratica. Con il dichiarato obiettivo di contribuire alla semplificazione dei procedimenti amministrativi, all’eliminazione e alla velocizzazione di adempimenti burocratici, ha sostituito le parole – violazione di norme di legge o regolamento – con –violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità-“

Cosa significa in soldoni? Che è stata esclusa la rilevanza penale della violazione dei regolamenti per cui si possono violare norme come quelle che obbligano alla imparzialità senza essere incriminati.

Vi ho raccontato abbastanza per decidere di leggere il libro? Spero di si perché è un libro per tutti, non dovere essere esperti di appalti, laureati in legge o cose simili, è un lungo racconto, un flusso di coscienza di un uomo che sta tra noi operatori economici e gli enti pubblici e deve regolare i nostri rapporti orientandosi e orientando noi verso la cosa oggettivamente più giusta e corretta dal punto di vista normativo.

Vi interesserà di sicuro il capitolo intitolato: “i metodi per falsare la concorrenza”e arrivati alla fine potrete scoprire a quali conclusioni arriva Michele Corradino che spiega come in un lasso di tempo brevissimo siamo passati da norme che prevedevano la tutela esasperata alla deregulation più totale e incontrollata.

Oggi più di sempre è fondamentale leggere libri come questo, Corradino è ironico, usa un linguaggio colloquiale per arrivare ad ogni lettore e fornisce uno strumento per potersi fare un’idea sugli appalti pubblici in Italia.

L’Italia Immobile di Michele Corradino

Chiarelettere edizioni

Pp 216 € 16,00 Brossura con bandelle

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter