E(li's)booksAcari di Giampaolo G. Rugo

Il libero arbitrio di cui tutti cianciano, è solo la possibilità di scelta tra le poche opzioni che la vita ci permette.

Il libro

La donna più vecchia del mondo festeggia il compleanno in diretta tv. Un ragazzino e suo padre, per un giorno, decidono di sognare qualcosa di grande. Un collezionista di cimeli nazisti sorseggia rum pregiati mentre, in un altro tempo, un’ex-reginetta di bellezza vende aspirapolveri porta a porta. Il disabile Gimbo è stanco di essere compiacente; vive nella stessa città in cui tre giovani promesse del calcio pagheranno il conto col destino. Un gruppo di liceali – splendenti come un preciso momento dell’esistenza – viene sorpreso dall’irrompere della morte nel proprio mondo in costruzione. Lungo un arco temporale che va dagli anni Ottanta ai giorni nostri, s’intrecciano storie di inadeguatezze, speranze, seguendo direzioni che cambiano e portano altrove. Così, il lettore si trova dove le vite s’incontrano, in momenti e prospettive diverse, assecondando lo sguardo dell’autore che ne raccoglie le implosioni, gli smottamenti, e muove i misteriosi fili che le uniscono come capitoli di un’unica storia più grande.

La mia lettura

Una presenza che è solo una traccia, un passato che non sembra essere mai stato un presente, nelle storie che Giampaolo G Rugo raccoglie in Acari, Claudia è il filo conduttore, partecipa agli eventi, sembra, in forma meramente passiva eppure è più protagonista dei protagonisti.

Lo schema narrativo usato da Giampaolo Rugo gioca con la strategia compositiva fondata sulla “presenza assente”, in ognuno dei racconti Claudia viene evocata, raccontata, citata, più o meno a metà della lettura crederete di aver capito di più su questo personaggio invece voglio mettervi in guardia perché in realtà la “rete” di riferimenti in cui siete caduti ha, secondo me, lo scopo di portarci tutti verso un tema, anzi, il tema centrale di Acari: l’ineluttabilità della vita di cui Claudia potrebbe essere manifestazione.

Aldo, Gianluca, Mario, Vittorio, chi di loro può dire di essere libero? Di aver scelto davvero ciò che ha o di aver rinunciato consapevolmente a ciò che non ha?

Voglio fare una citazione colta a proposito del libero arbitrio che qui sembra essere messo in discussione:

«Ma se dipende da noi compiere le cose belle e le cose turpi – e similmente anche il non compierle –; e se […] in questo consiste l’esser buoni e cattivi, dipenderà dunque da noi l’esser virtuosi e viziosi» Se Aristotele, nell’Etica Nicomachea, definendo la libertà come autodeterminazione, fa dipendere la virtù e il vizio dall’azione volontaria e libera, Rugo, in Acari, raccontando uno dei suoi personaggi, Gimbo, scrive:

«Il libero arbitrio di cui tutti cianciano, è solo la possibilità di scelta tra le poche opzioni che la vita ci permette. »

Non ha tutti i torti Giampaolo Rugo e davanti a questa consapevolezza mette in scena l’infelicità, a volte manifesta, a volte accennata, c’è attesa, disincanto, dolore in Acari.

L’autore mantiene un tono narrativo “monocorde”, efficacissimo per raccontare vite coagulate in tentativi mal riusciti di combinare qualcosa.

Si aggirano per Roma i protagonisti di queste storie che si dipanano attraverso quartieri, strade:

«Roma è immensa, gigantesca, non finisce mai. Ognuno di loro abita in quartieri periferici che dieci anni prima non esistevano, in edifici identici a quelli di migliaia di famiglie, in uno dei tanti appartamenti dove vive la piccola borghesia cittadina: due camere, salone, cucina, doppi servizi, un terrazzo dove d’estate fare il barbecue e rate del mutuo per i prossimi trent’anni. I sobborghi dove tornano a dormire la sera sono identici a quelli che vedono scorrere dal finestrino: Tor di Valle dove c’è l’ippodromo, Vitinia, Casal Bernocchi, Acilia, Ostia antica e quindi Ostia dove c’è il mare. È un’ora e mezza che sono in metro e tutto quello che hanno visto dal finestrino è Roma.

Immensa, gigantesca, che non finisce mai.»

 Leggere Acari è stato come osservare la vita con la prosa tranquilla di chi è in grado, in un modo o nell’altro, di lasciarsela scivolare addosso, superando, con indolenza, le delusioni, il rammarico, non per coraggio, solo per resa.

Acari di Giampaolo G. Rugo

Editore: Neo Edizioni

In commercio dal: 13 maggio 2021

Pagine: 192 p., Brossura € 14,25