E(li's)booksFedeltà e tradimento di Chaim Grade

“Nemmeno i lager hanno reso l’uomo diverso”.

Oggi vi racconto Fedeltà e tradimento di Chaim Grade

Il libro

Fedeltà e tradimento comprende due racconti accomunati dallo stesso tema e percorsi dalla medesima tensione: il conflitto tra sacro e profano, tra tradizione e modernità, tra visione religiosa e visione laica del mondo. Nel “Giuramento” la devozione di rabbi Avraham Abba Zelikman e la rettitudine di Bat Sheva – figura femminile indimenticabile – si scontrano con la voglia di ribellione di Gavriel e Asne Rapoport, due giovani irrequieti che il padre avrebbe voluto, in punto di morte, legare saldamente all’ebraismo più ortodosso. In “La mia contesa con Hersh Rasseyner”, la stessa intensità lacerante torna, più intima e profonda, ad animare l’incontro tra un intellettuale ebreo, conquistato dalla cultura europea e divenuto scrittore di «testi da miscredente in rima», e l’amiconemico di una vita, reb Hersh, pio e intransigente studioso di Torà. Proprio in questo contrasto tra due diversi tipi di conoscenza, tra due diversi modi di vivere l’ebraismo, sta tutta la ricchezza e la dinamicità dei racconti di Grade. Che sia in uno shtetl lituano, dove è ambientato “Il giuramento”, o nella cosmopolita Parigi del dopoguerra, come nel secondo racconto, le domande sembrano essere sempre le stesse: bisogna essere rispettosi custodi della Legge, del sapere che giunge a noi dal passato, o possiamo permetterci il lusso di trasgredire e riscrivere così il nostro destino? E, alla fine, quale decisione avrà il prezzo più alto? La fedeltà o il tradimento?

 La mia lettura

Dei due racconti contenuti in Fedeltà e tradimento quello più “abbordabile” da commentare relativamente al significato più profondo è il primo, Il Giuramento, per il semplice fatto che il messaggio che l’autore ha voluto farci arrivare è più immediato anche per lettori poco avvezzi ai temi della cultura ebraica.

Shlomo Zalman Rapoport è il vero protagonista del racconto anche se noi lettori lo incontriamo sul letto di morte, dico che è il vero protagonista perché proprio con la sua morte e quindi la sua “assenza” terrena, influenzerà il futuro di tutta la famiglia: i figli: Gavriel e Asne, ma anche la devotissima moglie Bat Sheva e l’amico Avraham Abba Zelikman che in modo indiretto “eredita” gli obblighi familiari del defunto.

Questo primo racconto ci mostra quanto sia complesso il sentimento di legame con una figura paterna amata ma distante la cui volontà diventa il motore della narrazione delle vite dei componenti della famiglia arrivando a castrarne ogni ambizione.

Il rapporto filiale viene letto in relazione all’ebraismo, come anche quello coniugale, Bat Shevae e i suoi figli devono sopportare il macigno di un lutto che porta non solo problemi economici alla famiglia ma anche e soprattutto oneri di tipo morale.

Onorare la volontà di Shlomo Zalman Rapoport è un obbligo religioso soprattutto per suo figlio Gavriel, è una mitzvà fondamentale, non c’è via di scampo se si vuol essere un bravo figlio, Chaim Grade ci fa comprendere bene quanto la famiglia sia importante e, all’interno di questa, il timore filiale per il proprio padre ed il rispetto a lui dovuto hanno valore di comandamenti non trasgredibili.

La trasgressione qui è continuare gli studi di agraria per Gavriel e sposare un ragazzo non gradito al padre per Asne. Detta così sembra facile decidere da che parte stare, l’ebraismo ortodosso che il defunto indica come giusta via alla sua famiglia potrebbe essere letto come retrogrado e castrante ma il dubbio in realtà arriva al lettore man mano che le vicende seguono il loro corso.

Appropriarsi di quelle libertà desiderate, seguire i propri desideri, cosa significherà davvero per i protagonisti di questa storia? Non è forse lo schema classico della crescita contrapporsi alle figure genitoriali? Quanto pesa la religione in queste dinamiche?

Mi è venuto in mente leggendo questo racconto un altro scrittore ebreo che ha trasferito la figura paterna “condizionante” tra le pagine delle sue opere, Kafka, anche ne Il Giuramento è possibile intravedere quella teoria edipica freudiana dove la figura paterna è «portatrice di legge» .

Seguire la giusta via in modo consapevole non è da tutti, lo farà Bat Sheva, donna risoluta e in grado di sostituirsi al marito, la sua saggezza ce la mostra devota ma al contempo capace di conquistarsi la libertà senza venir meno ai suoi principi.

Molto belle le descrizioni dei luoghi, Chaim Grade trasferisce sulle pagine profumi, colori, luci, in modo magistrale regalandoci uno spaccato di storia e dei personaggi molto ben approfonditi.

La mia contesa con Hersh Rasseyner è il secondo racconto, ben più complesso del primo a mio avviso, come dice il titolo è una vera e propria “contesa” tra due personaggi: uno è il religiosissimo Hersh Rasseyner chassid e osservante, l’altro è l’ex religioso e scrittore Chaim Vilner che aderisce al cosiddetto illuminismo ebraico.

In questi due brevi brani credo si possa intuire il cuore del dibattito:

Hersh: “I vostri intellettuali secolarizzati hanno cantato in rima: ebreo in casa e uomo in strada. Così vi siete tolti il caffettano e vi siete rasati la barba e i cernecchi, ma quando siete usciti in strada e l’ebreo vi è corso dietro nel linguaggio, nei gesti, in tutto il vostro essere – un vero disatro – l’avete bandito da dentro di voi. (…) adesso che avete visto che cosa è successo, gridate il contrario: uomo in casa ed ebreo in strada. Ma di essere devoti in casa non siete capaci, perché vi manca la fede

Chaim: “Perché dovrei giustificarmi con voi?… Siete stati voi a chiudere tutte le porte, per non lasciare uscire in strada nessuno. Quando qualcuno provava soltanto a mettere fuori la testa… l’avete spinto all’esterno e serrato l’uscio… Di generazione in generazione siete diventati più bigotti e oscurantisti. Avete cuori insensibili e orecchie sorde a tutte le scienze del mondo…”

Molto ben raccontati i conflitti che storicamente “affliggono” la comunità ebraica, Chaim Grade ci introduce sapientemente in un dibattito complesso che stimola un approfondimento.

Fedeltà e tradimento di Chaim Grade

Traduzione: Anna Linda Callow

Editore: Giuntina

Collana: Diaspora

In commercio dal: 27 maggio 2021

Pagine: 220 p., Brossura € 18,00