E(li's)booksMentre passiamo bruciando. Il Sessantotto raccontato da Raffaella Battaglini

“Comunque eravamo un branco di ragazzi del tutto privi di discernimento, sentimentali".

Il libro

Mentre passiamo bruciando: Tutto comincia – ma è più esatto dire che tutto finisce – un giorno di febbraio del 1981, quando Laura viene uccisa nella sua casa di Padova, la stessa casa che era stata ritrovo e punto di riferimento per un’intera generazione e un movimento rivoluzionario, quelli degli anni Settanta; una morte, a chiusura del famoso decennio, che diventa il simbolo della sua fine. Molti anni dopo, una giovane giornalista parte dal pretesto dell’omicidio di Laura per cercare il tempo perduto, mettendosi sulle tracce di un probabile amante di lei, e di tutti coloro che hanno avuto un ruolo in quella stagione straordinaria: nei gruppi dell’Autonomia Operaia diffusa, nella lotta armata, nei segmenti più libertari e in quelli “controculturali”. Raffaella Battaglini ha scritto un’opera commovente, feroce, il romanzo di formazione di un’epoca che rompe la forma stessa del romanzo, diventa teatro, film documentario.

La mia lettura

Comunque eravamo un branco di ragazzi del tutto privi di discernimento, sentimentali, appunto, scioccamente idealisti, pronti a infiammarsi per qualunque causa… errori giovanili, ingenuità… sprazzi di guevarismo… anche se il guevarismo dentro i Collettivi era molto malvisto.”

Mentre passiamo bruciando, questo libro dalla struttura singolare della padovana Raffaella Battaglini racconta quello che è stato e quello che avrebbe potuto essere il Sessantotto.

Un coro di voci di uomini e donne la cui memoria ci restituisce una storia diversa e a distanza di più di cinquant’anni la cosa che mi ha maggiormente colpita è il bilancio in negativo soprattutto del “Sessantotto delle donne”.

La narrazione prende spunto da un omicidio e scandaglia una pagina importante di storia non solo dal punto di vista politico ma anche e soprattutto sociale.

Interessanti sono le “testimonianze” delle protagoniste femminili

“Per quanto riguarda il femminismo: all’epoca c’erano un sacco di gruppi, alcuni abbastanza divertenti. Il nostro non era dei migliori, però non è che io l’avessi veramente scelto…. […] Da noi il movimento femminista era un marasma di cose diversissime fra loro, c’erano gruppi molto allegri e altri più cupi, il più cupo in assoluto, ma anche il più importante, era il Comitato per il Salario… […] la capa era una donna tremenda con la voce stridula […]  Anche il nostro era un gruppo del salario, che adesso non si capisce cosa voglia dire, ma allora ne andavamo fierissime perché noi del salario eravamo delle Vere Compagne, mentre quelle dell’autocoscienza –soprattutto le milanesi – venivano considerate delle gran piagnone, nient’affatto marxiste, e inclini a rinchiudersi nel loro privato – che sì, forse era anche politico, ma insomma…. Invece noi lottavamo perché il lavoro domestico venisse pagato, e quindi fosse considerato un vero lavoro, capisci? Produzione e riproduzione, eccetera eccetera, adesso ti risparmio tutta quanta la pippa…”

Questo brano suona incredibilmente sincero e oggi si riesce facilmente a capire chi erano queste donne (e uomini) che irruppero con irruenza sulla scena pubblica che venne scossa da quelle donne che più degli uomini stavano mettendo in discussione la rappresentazione dei ruoli anche all’interno dell’istituzione famiglia.

Del resto noi eravamo maschilisti, ricordatelo sempre. Chiunque ti dica il contrario è un bugiardo. Le compagne ce lo rimproveravano ogni giorno, ma non per questo noi siamo cambiati…”

In questi racconti quello che emerge chiaro è la fragilità delle fondamenta di quel movimento, la difficoltà di dare concretezza a un pensiero, a delle idee, perfino a quelle teoricamente più radicali.

“Mi siedo con le gambe che mi tremano, è pur vero che sono stato un anarchico ma il mio anarchismo era di stampo come dire teorico, non ho mai avuto a che fare con armi di sorta, e quella che tengo fra le mani, non ho certo bisogno di aprire il fagotto per saperlo, lo capisco dal peso e dalla consistenza, è senza ombra di dubbio una pistola.”

Qualcuno sente di aver fatto una guerra e di averla persa, qualcun altro accarezza quella nostalgia che gli ha lasciato la gioventù vissuta “bruciando”, altri ancora portano i segni del pentimento.

Questo giovane, in una lunga notte in cui io non ho fatto altro che ascoltarlo – sa Iddio che quella volta non ho commesso alcun peccato! – mi ha parlato di solidarietà, mi ha parlato di ribellione, mi ha parlato di lotta contro l’ingiustizia, tutte cose a cui il mio cuore agognava… Un orizzonte si è aperto ai miei occhi, ottenebrati dalla miscredenza. Ho creduto di vedere la salvezza, il riscatto della mia esistenza, attraverso una causa che desse un significato alla mia vita… Mi sbagliavo, mi sbagliavo gravemente, perché l’unico significato della vita è in Cristo, ma ho seguito questo giovane e mi sono unita a lui. Ho unito la mia vita alla sua nel peccato, nell’illusione di combattere l’ingiustizia.”

Gli “anni di piombo” in Mentre passiamo bruciando sono uno spaccato di umanità, sono sogni infranti e anche sogni realizzati perché in quel preciso momento averci provato a cambiare il mondo ha rappresentato per molti la cosa più importante della vita.

Come dicevo poc’anzi, tutta la “trama” di Mentre passiamo bruciando ruota attorno ad una morte che può simbolicamente incarnare il fallimento dell’intento rivoluzionario, oggi neppure il vecchio e famoso slogan femminista: “l’utero è mio e lo gestisco io” può essere fatto valere per come stanno le cose e tant’è!

Una lettura particolare perché ogni “voce” segue un registro diverso, o così è parso a me, brava dunque Raffaella Battaglini che ha “costruito” questo quadro dalle mille sfumature senza appiattire il ritmo narrativo che muta di pagina in pagina e ha affrontato argomenti complessi dandogli forma di ricordo, è come leggere il quaderno degli appunti  di un’inchiesta.

Mentre passiamo bruciando

Raffaella Battaglini

Editore: Castelvecchio

In commercio dal: 17 giugno 2021

Pagine: 232 p., Brossura € 19,50

 

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